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SIRE UT... FAMI RE!

Musiche di re e di cialtroni

a cura di Olimpia Amati

musica in sottofondo: Angelus ad virginem



Numerosissime sono le donne totalmente dimenticate dai programmi ministeriali dei Corsi di Strumento e di Storia ed estetica musicale dei Conservatori italiani.

Eppure compositrici come Hildegarde von Bingen hanno lasciato una traccia indelebile nella musica europea!

Hildegarde von Bingen è uno dei personaggi femminili più affascinanti del Medioevo: l'unica suora che ha reso pubblica la sua musica e poi una donna politica, una drammaturga, una teologa, una mistica ed ancora un teorico di medicina!

Ildegarda ha vissuto in un periodo in cui alle donne non era certamente permesso mettersi in mostra in società, tantomeno alle suore e per giunta di clausura (troppo sconveniente)… fortunatamente la sua famiglia vantava natali "quasi" nobili (suo padre era un senior del vescovo di Spira) e lei potè addirittura fondare il monastero di Rupertsberg, presso Bingen. 

 

Figg. 1-2. A sinistra, visione 1: Santa Ildegarda ed il monastero di Bingen, Codice Mansi, Lucca; a destra, visione 2: Santa Ildegarda colloquia con Cristo (immagini tratte da Donne in Musica, di Patricia Adkins Chiti, Armando Editore, Roma 1996).

 

La sua fama è dovuta in particolar modo alle visioni, tutte diligentemente riportate nei tre tomi dello Scivias, durante le quali colloquiava con Dio a proposito di vari argomenti: dal pensiero teologico a… la musica!!! Siamo in un momento storico particolare: il clero occupava vari territori imponendo la religione cristiana ed il canto liturgico subiva le influenze dei territori "colonizzati" dando vita a riti sacri con interpretazioni canore degli stili più disparati (il canto mozarabico, il gallicano, l'orientale, e così via, e in Italia il beneventano, l'ambrosiano, etc.).

Ebbene, Dio ORDINò ad Ildegarda di diffondere il messaggio che non v'è altra musica al di fuori di quella sacra e non v'è altro stile al di fuori del canto gregoriano puro!

 

Figg. 3-4. A sinistra, Sancta Maria, inno all'intacta puella (da Donne in Musica cit.); 
a destra, Sanguinis: O cruor sanguinis, frammento di antifona (da Symphonia armoniae caelestium revelationum, vol. I, Canti per la Trinità, Furore Edition, Kassel 1997).


La compositrice allora rese pubblica la sua musica, secondo il volere divino, e conquistò così la simpatia dei nobili e di papa Eugenio III. Numerosissime sono le testimonianze epistolari pervenuteci, nelle quali i nobili ed il clero chiedevano ad Hildegarde consigli di carattere politico e religioso.

Fra i vari capolavori musicali, teologici, poetici e scientifici ha lasciato anche un libro di medicina, Causae et Curae, nel quale racconta che le cure principali (a parte le note erbe medicinali) per il corpo sono strettamente collegate a quelle spirituali e sono addirittura menzionate cure con l'ausilio di minerali e pietre preziose!

Ma ciò che mi ha colpita in particolar modo è stato il venire a conoscenza (non lo avrei mai immaginato) dell'esistenza di un suo scritto in una lingua immaginaria! Riporto qui di seguito un brano tratto da Donne in musica di Patricia Adkins Chiti: «…LINGUA IGNOTA, circa settecento parole in codice, finora indecifrate. Queste parole da lei inventate sono a metà strada tra il tedesco ed il latino con un alfabeto originale; a tutt'oggi non è stato "violato" il codice di questo scritto».

Hildegarde, nonostante la popolarità dell'epoca, la richiesta di beatificazione avanzata da più papi, la schiera di "fans" e fedeli che ancor oggi la ricorda ogni 17 settembre (data della sua ricorrenza)5, la numerosissima musica sacra resa pubblica da lei stessa e dalle generazioni successive6, l'enorme e geniale letteratura che spazia su vari argomenti… SOLO PERCHé DONNA (com'è accaduto a tutte le compositrici europee) NON HA ANCORA OTTENUTO un piccolo paragrafo in suo nome nei libri di Storia della Musica dei Conservatori italiani!


1 Non solo lei, ricordiamo ad esempio che la musica di Santa Macrina è parte integrante del canto liturgico ortodosso ufficiale!

2 «…la più grande collezione di canti liturgici del primo periodo medievale è stata composta da una donna, appunto Hildegarde von Bingen». Da Patricia Adkins Chiti, Donne in Musica di Armando Editore, Roma 1996.

3 Nata nel 1098 e morta nel 1179. Ha vissuto una lunga vita (pari a quella di una odierna centenaria)!

4 Eugenio III nel 1147 approvò pienamente il contenuto dello Scivias , lo rese pubblico e le diede carta bianca per "operare" in nome di Dio.

5 è conosciuta infatti come Santa Ildegarda.

6 «Composizioni: Symphonia armoniae celestium revelationum, comprendente 77 canti spirituali (44 antifone, 17 responsori, 4 inni per lo più per l'ufficio e 4 altri brani; Kyrie e 7 sequenze per la messa); Ordo virtutum, sorta di sacra rappresentazione che tratta della seduzione e del pentimento delle anime, comprendente 82 canti di varie dimensioni. Ad eccezione del Kyrie, la maggior parte dei testi intonati risultano presi dalle opere letterarie di Hildegarde; ma anche i restanti sembrano appartenerle, per stretta affinità di forma e contenuto con i precedenti. Tutta questa produzione musicale, risalente probabilmente agli anni dopo il 1150, era conservata in un MS della Nassauische Landesbibliothek di Wiesbaden, che risulta perduto dal 1945; di esso ci rimangono tuttavia due copie recenti»: Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, vol. III, Le biografie, UTET 2000.

 

©2002 Olimpia Amati

 


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