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CALTAGIRONE, CASTELLO NON PIù ESISTENTE

a cura di Giuseppe Tropea

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Panoramica e particolari di Caltagirone.

 

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Caltagirone  Caltagirone


Epoca: IX-XI secolo d.C. (?).

     

Unità di paesaggio.

L'abitato di Caltagirone trae le sue origini storiche dall'alto Medioevo. Nel 1150 d.C. Edrisi nel suo Libro di Ruggero, ricorda l'abitato con il nome di Qal'at-al khanzaria (la "Rocca dei cinghiali") o hisn al ganun (la "Rocca dei geni"). Nel 1239 si definisce demaniale il castello, inserito nel novero dei castra exempta; nel 1256 l'edificio fortificato viene danneggiato o distrutto da Manfredi. Nel 1409 e 1415, a Caltagirone, esiste solo una turris demaniale, ridotta a domus plana (residenza smilitarizzata) e nella quale si conservavano tre balestre e due bombarde, una di ferro e l'altra di bronzo. Nel 1440 vengono edificate una sala e una camera, annesse alla torre. Nel XVIII secolo si preservano ancora alcune rovine; agli inizi del XX secolo solo poche rovine ricordano la presenza di un mastio.

      

Cenni storici.

Il castello trovava posto sulla sommità del colle, che oggi ospita l'abitato antico di Caltagirone. La posizione elevata permetteva una sorveglianza continua della piana di Catania e delle vie di accesso diretto dalla costa verso l'entroterra, oltre alla valle del Simeto e, in direzione opposta, la vallata formata dal corso del fiume Gela. 

Dell'edificio fortificato, oggi, non rimane alcuna preesistenza; al suo posto è stato edificato un serbatoio idrico. Certamente la vetustità del toponimo, di chiara origine musulmana, testimonia l'importanza dell'abitato di Caltagirone già in epoca altomedievale; non è improbabile che precedette la fortificazione musulmana una fortezza o un abitato fortificato cristiano bizantino, come ne è testimonianza il vicino insediamento di Mineo, presso il quale Paolo Orsi, agli inizi del XX secolo, pare abbia rilevato la presenza di un bastione murario con i resti annessi di una torre semicircolare, edificati con una tecnica che richiama origini bizantine. 

      

Bibliografia

Agnello G., Il castello svevo di Milazzo, in «Rivista di Archeologia e storia dell'Arte», V, IV (1955), pp. 209-241; Agnello G., L'architettura civile e religiosa in Sicilia in età Sveva, Roma 1961; Bruschi A. - Miarelli Mariani G., Architettura sveva nell'Italia meridionale. Repertorio dei castelli federiciani, Firenze 1975; Hahn H. - Ranger Paztch A., Hohenstaufen in Unteritalien, I, Leipzig 1920, trad. it. Architettura sveva nell'Italia meridionale, Bari 1992; Maurici F., Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Palermo 1992; Peri I., Città e campagna in Sicilia, I, Dominazione normanna, «Atti dell'Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Palermo», s. IV, XIII, parte II, 2 voll., Palermo 1953-56.

   

  

©Copyright 2003/2006 Archeoambiente e Giuseppe Tropea, testo e foto; pagina pubblicata nel sito http://www.ipaesaggi.it/castelli.htm, e qui ripresentata con il consenso dell'autore.

   

   


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