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testi e foto a cura di Luigi Bressan

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le immagini:  pag. 1    scheda    cenni storici


Due immagini del castello (foto di Alice Rubichi).

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Peschici  Peschici

 

Peschici  Veduta panoramica di Peschici; a sinistra il castello  Il castello è costruito su uno sperone roccioso alto 90 metri sul mare  Il castello visto dal porticciolo  Il castello visto dal lato ovest  

 

Ancora il castello visto dalla spiaggia  Il cosiddetto recinto baronale  Particolare del recinto baronale  Una delle stanze del recinto baronale, adibita a cella carceraria

 

Il porticciolo visto dal castello  Il castello, la rupe, il borgo  Particolare  Un'immagine notturna del castello

 

Interno del castello  Interno del castello  Interno del castello  Interno del castello


Epoca: X-XI secolo; XVI secolo il recinto baronale.

Conservazione: fruibile ai visitatori dopo mirati restauri interni.

Come arrivarci: seguendo la strada statale 89 garganica, Manfredonia-Rodi Garganico, a 15 Km. da quest’ultima.

   

Cenni storici.

Il castello fu costruito tra X e XI secolo per proteggere le terre garganiche dalle incursioni di Saraceni, Slavi e pirati. Inizialmente appartenne ai monaci dell’abbazia delle Tremiti. Durante il viceregno spagnolo, nel XVI secolo, per renderlo più temibile agli occhi dei Turchi, fu ristrutturato e venne costruito un recinto (detto recinto baronale) a protezione delle precedenti strutture.

    

Aggiornamento al testo di Bressan (da Ischitella e il Varano. Dai primi insediamenti agli ultimi feudatari, a cura di Teresa Maria Rauzino e Giuseppe Laganella, volume III, Centro Studi Giuseppe Martella di Peschici, Cannarsa, Vasto 2003):

«Il Castello di Peschici risalirebbe all’anno 970, quando i Bizantini fecero edificare dei centri fortificati in Capitanata. In epoca normanna, nell’anno 1150, il conte Goffredo di Lesina nel feudo di Pesckizo aveva cinque militi. Nel periodo svevo il Castrum Pesquicii fu riparato dagli abitanti di Canneto, Montenero (un casale presso Vico), Sfilzi e Rodi. Nel 1239, le fortificazioni di Termoli, Vieste e Peschici furono rase al suolo dai Veneziani che il papa Gregorio IX armò contro lo scomunicato Federico II. Si racconta che l’imperatore in persona, per riparare il danno e ringraziare queste città che avevano subito il danno pur di essergli fedeli, fece un sopralluogo “per disegnarvi di nuove”. Il Castello vanta quindi origini federiciane di tutto rispetto.

Sotto gli spagnoli, nel 1504, entrò nel sistema di difesa costiero contro il pericolo turco. è probabile che il Recinto Baronale sia stato realizzato proprio allora: il principe d’Ischitella, Emanuele Pinto, restaurò il Castello nel 1735, lo ricorda un’epigrafe all’ingresso del Recinto Baronale. Abbattimenti e modifiche investirono i piani superiori e gli ambienti di rappresentanza. I sotterranei e le Segrete sono oggi visibili grazie al restauro eseguito di recente dai proprietari, Domenico e Sergio Afferrante. I muri portanti sono massicci, l’apparato murario grezzo, ed alcuni ambienti ampliati. Resti di una struttura semicircolare indicano la presenza di una torre, di un pozzo o più probabilmente di un silos per il frumento, che assicurava piena autonomia alla fortezza, in caso di assedio nemico».

   

   

©2003 Luigi Bressan; 2007: aggiornamento; le prime due immagini, tratte dal sito www.globopix.net, sono di Alice Rubichi.

         


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