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a cura di Glenda Bollone e Federica Sesia
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Conservazione: buona; il castello è visitabile.
Come arrivarci: da Torino autostrada Torino-Aosta (A5), uscita Ivrea. Da Milano autostrada Milano-Torino (A4), deviazione a Santhià sulla A5 in direzione Ivrea.
Il castrum fu costruito tra il 1358 e il 1393 per volere di
Amedeo VI di Savoia, il quale affidò l'incarico del progetto all'architetto Ambrogio Cognon (1358-1394).La costruzione di questa nuova fortificazione doveva rispondere ad alcune esigenze: difendere la città dai Monferrini, contenere le guerre tra i feudatari locali e sostenere l'espansione nel Canavese dei Savoia, che per dare un segno visibile del loro dominio, vollero che l'edificio sorgesse nella parte alta della città, in particolare sulle macerie di alcune case del Capitolo della Cattedrale e sui resti del palazzo di Giorgio de Solerio, cancelliere e ambasciatore, accusato di tradimento verso il re di Francia.
La costruzione, caratterizzata da pianta rettangolare, da cortine merlate dotate di camminamento, e da quattro torri, richiese l'impegno di numerose maestranze provenienti da Vercelli, Milano e Ginevra con conseguente vantaggio della tecnica edilizia e in generale dell'economia della zona, che trasse cospicui benefici dalla presenza di un cantiere così importante.
Il castello nel corso dei secoli fu ripetutamente sede della corte sabauda, che qui celebrò eventi importanti, come per esempio il battesimo (1522) di Adriano figlio del duca Carlo di Savoia.
Questa residenza divenne perciò un palazzo elegante con arredi preziosi adatti a soddisfare i gusti raffinati delle duchesse di casa Savoia, le quali si dedicarono allo sviluppo delle arti e della cultura nella città di Ivrea.
Tra il XVI e il XVII secolo il castello fu ristrutturato e trasformato in presidio militare, dato l'infuriare nel territorio canavesano delle lotte tra francesi e spagnoli; in questo periodo avvenne anche un terribile incendio (1676) provocato dall'esplosione del deposito di munizioni collocato nella torre posta a nord-ovest, che causò la morte di 51 persone oltre che la rovina di un centinaio abitazioni.
Nel secolo XVIII l'edificio fu adibito a carcere e mantenne questa funzione fino al 1970, anno in cui lo Stato lo riconsegnò al Comune di Ivrea, che ne promosse una campagna di restauro.
AMEDEO VI DI SAVOIA (Chambery 1334 - Santo Stefano di Campobasso 1383)
Detto il Conte verde per le insegne assunte durante i tornei, contribuì in maniera decisiva al rafforzamento territoriale e d'immagine della dinastia.
Dopo una serie di guerre locali contro il cugino Giacomo d'Acaia e i marchesi di Saluzzo e del Monferrato, fu sollecitato da Urbano V ad intervenire contro i turchi in favore dell'imperatore d'Oriente, Giovanni V Paleologo; in questa occasione riportò importanti vittorie.
Condusse anche una guerra contro i Visconti che si concluse con l'annessione di Cuneo e di Biella ai territori sabaudi.
Durante le guerre di successione del Napoletano, cui partecipò parteggiando per Luigi d'Angiò, si ammalò gravemente, forse di peste, e morì.
La
visita.
Al centro del cortile vi sono una grande cisterna di sei metri di diametro ed un pozzo. La prima veniva utilizzata come ghiacciaia, il secondo per l'approvvigionamento idrico del castello. L'interno del castello, costituito quasi interamente dalle prigioni dei detenuti, è visitabile solo in parte al piano terreno; in una delle celle è esposto un plastico che riproduce il castello in miniatura.
Accanto alla manica di nord-ovest è possibile vedere uno spazio, cinto da mura, che veniva utilizzato per far trascorrere "l'ora d'aria" ai detenuti.
Per saperne di più. Informazioni. Periodo di apertura: da maggio a ottobre; orari: sabato ore 15.00-18.00, domenica ore 10.00-11.30 / 15.00-18.30.
Per ulteriori informazioni e per prenotazioni: Associazione castello di Ivrea, tel. 0125/44415;
www.comune.ivrea.to.it; www.eponet.it/scuola/arduino.
©2001 Glenda Bollone e Federica Sesia