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NOCETO, CASTELLO

   a cura di Elisa Delgrosso

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Sopra: il castello di Noceto

L'entrata e (sotto) il cortile del castello.

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Noceto  Noceto

 

 L' entrata dal cortile interno  Il corpo centrale  Veduta dall'interno


 


Epoca: la presenza della rocca è documentata dal 1226, ma la struttura che si vede ora risale al XV secolo.

Ubicazione: al centro di Noceto, cittadina della pianura parmense.

Stato di conservazione: molto buono, soprattutto per quanto riguarda l’esterno.

Come arrivarci: Noceto dista da Parma solo 17 km sulla via Emilia, da La Spezia invece dista circa 100 km, percorrendo l’autostrada della Cisa fino all’uscita di Fornovo.

    

Cenni storici

Notizie certe della presenza di una rocca a Noceto si hanno solo a partire dal 1226, anno in cui è documentata l'occupazione di un forte da parte dei guelfi parmigiani. Molte sono infatti le lacune nella storia di questo castello che si diradano solo dal 1345, anno in cui viene attestato come signore Giberto I, appartenente alla nobile famiglia Sanvitale.

Tutta la zona a quel tempo era in balia delle lotte fra casati ed il castello ne fu sfortunata vittima. Fu infatti raso al suolo dai Visconti e poi altre volte ancora venne distrutto ciò che si stava tentando di ricostruire. Divenne una sorta di emblema poiché in molti se lo contendevano, e nessuno doveva averlo. Uno spiraglio di luce arrivò intorno al 1417, quando i Pallavicino si impossessarono della rocca, ma poco dopo i Rossi la occuparono a loro volta.

Da qui in poi la storia portò una lunga trafila di scontri, delibere e patti violati che ebbero tregua solo nel 1498, quando Ludovico il Moro rese ufficiale la concessione della rocca a Giberto III, che non a caso aveva preso in moglie una rampolla dei Rossi (ottimo esempio di politica matrimoniale).

Il povero castello non ebbe però vita facile, poiché ben presto fu travolto dalla guerra di Parma in cui ebbe l'importante ruolo di difensore della città sul fronte piacentino. Il feudo rimase comunque per molto tempo ai Sanvitale e superò anche la fase della ‘gran giustizia’ con la cessione di Belforte ai Dalla Rosa.

Attualmente la rocca è di proprietà del Comune e quel che ne resta è solo indicativo di ciò che un tempo era stato.

Nel complesso tutto quanto è ora visibile fa riferimento alla fase rossigna, con lunghi beccatelli e merlatura ghibellina in parte accecata. Il ponte levatoio non è più visibile ed è stato sostituito con una scalinata.

Tre torri angolari si ergono ancora a delineare la cinta muraria interna, ma per avere un'idea realistica e storicamente esatta di com’era la rocca con le sue mura esterne, non ci resta che ammirare gli affreschi del Bembo nel magnifico castello di Torrechiara, i quali oltre al valore artistico vantano una grande importanza storica, riflettendo la realtà del feudo dei San Vitale al tempo della sua maggior espansione, e riportando dettagliatamente tutti i castelli del territorio, fra cui molti che ora non esistono più.

  

Come visitarlo

Normalmente il castello non è visitabile, ma apre al pubblico in caso di mostre o eventi.

   

    

©2006 Elisa Delgrosso. La prima immagine riquadrata, inserita nel 2017, tratta dal sito http://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. Il video non è stato realizzato dall'autore della scheda..

    


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