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CAVAGLIà, RESTI DEL CASTELLO

a cura di Federica Sesia

scheda    cenni storici   per saperne di più


  

Il sito del castello.

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Cavaglià  Cavaglià


Epoca: il castello pare risalire dalle prime attestazioni alla prima parte dell’anno Mille.

Conservazione: Sito archeologico. Superficie: 5000 mq.

Come arrivarci: sul colle a nord del centro abitato di Cavaglià, vicino a Biella.

  

Cenni storici.

«Cavaljaca o Cavaglià vecchia» viene citata per la prima volta in un documento di donazione di beni alla Chiesa di Vercelli del 961. In alcuni documenti successivi si ritrova citato il sito di Cavaglià tra le donazioni che l'imperatore Ottone I di Sassonia elargisce (963) al conte Aimone di Vercelli.

Il castello, invece, eretto sul colle detto Bricco o Chioso, viene attestato per la prima volta in un atto risalente al 1304.

Di questo castello purtroppo non è rimasto che qualche traccia ancora visibile e studiata grazie agli interventi di alcune indagini archeologiche, tra cui ricordiamo la prospezione aerea pubblicata nell’Atlante dal Gruppo Archeologico Vercellese.

Da questi studi e dai documenti scritti si può affermare che la sua struttura era irregolare: seguiva la circonferenza della vetta del colle. Le mura avevano piú d'un metro di spessore e scendevano lungo il colle racchiudendo nel loro giro parecchie case.

I proprietari di questo maniero erano i conti di Cavaglià, che si dichiaravano vassalli del vescovo di Vercelli, e che furono coinvolti nel conflitto fra i Comuni di Vercelli e Ivrea parteggiando per quest’ultima.

Nel 1254 i conti di Cavaglià giurarono fedeltà al Comune di Vercelli e dopo poco il centro di Cavaglià divenne borgo franco.

Il castello continuò a rimanere in funzione probabilmente fino al XV secolo, seguendo le declinanti fortune dei Cavaglià, ma i suoi ruderi rimasero ben visibili almeno fino agli inizi del XIX secolo.

  

Per saperne di più:  

Luoghi fortificati fra Dora Baltea, Sesia e Po. Atlante aerofotografico dell'architettura fortificata sopravvissuta e dei siti abbandonati, pp. 168-171, Vercelli 1992.

www.archeovercelli.it (da cui sono tratte le immagini di questa pagina; si segnala, nel sito, anche l’articolo sugli scavi più recenti dell’area).

  

   

©2007 Federica Sesia

  


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