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CARMIGNANO, ROCCA

a cura di Fernando Giaffreda

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Veduta della catena del Montalbano con in primo piano il bastione difensivo della Rocca.

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Porta d’ingresso a una cella ricavata nel terrapieno del maschio  Portale a tutto sesto di una cella seminterrata  Un'altra cella seminterrata con portale a tutto sesto  Sottopasso nella muraglia orientale d’appoggio alla seconda cinta muraria che si collega al perimetro esterno  Il “Campano” e l’ingresso a una delle celle ricavate nel terrapieno

Uno dei numerosi ingressi alle celle sottostanti il “Campano”  Angolo orientale del contrafforte che guarda Fiesole  Sull’orizzonte delle mura si intravedono le colline del Montalbano che declinano a Signa  Il logo lapideo della Provincia che descrive sommariamente l’edificio del “Campano  Il “Campano” restaurato nelle fattezze odierne

 

Il “Campano” fu eretto dopo l’elevazione podestarile di Carmignano sui resti e le fondamenta della famosa “torre ficata  Col restauro comunale del 2005 il “Campano” tornerà a battere nuovamente le or  Le mura esterne della Rocca sul lato occidentale che guarda Pistoia  Interno di una cella seminterrata  La cella orientale seminterrata adibita a servizio del cantiere durante il restauro del 2005

 

La scalinata di servizio che porta al “Campano”  Edificio sul terrazzo della Rocca trasformato in sala espositiva con un progetto di Paolo Parisi (www.paoloparisi.net). Due lastre di vetro, dipinte a olio con immagini a pixel, chiudono le quattro pareti finestrate per intravedere il paesaggio a filtro quadricromico  L’ingresso all’osservatorio panoramico quadricromato progettato da Parisi  Particolare dell’edificio espositivo con le lastre di vetro cromatico  Botola sul soffitto di una cella perimetrale

 

Il barbacane all’ingresso posteriore della Rocca  Il percorso pedonale all’ingresso principale del fortilizio di Carmignano  Uno scudo gentilizio all’interno di una cella seminterrata  La lapide recante il motto autonomistico di Carmignano collocato sulle mura interne della Rocca  L’ingresso cancellato posteriore della Rocca col barbacane sullo sfondo

 

Il contrafforte difensivo posto sull’ingresso posteriore della Rocca  Particolare dello sperone difensivo posteriore  Veduta di Prato sul primo piano della cinta muraria della Rocca  Il casale padronale esterno alla cinta muraria  Veduta del bastione difensivo posteriore

 

La punta del bastione difensivo che guarda nord  L’altra punta occidentale del bastione difensivo  Un percorso pedonale a ridosso della cinta muraria  La cinta muraria occidentale sul percorso stradale che porta al casale padronale  Scalinata che dall’esterno della Rocca porta al “Campano”

 


NOTE

1 Un interessantissimo lavoro di Andrea Cecconi e Piero Cuccuini, L’antico lago di Firenze-Prato-Pistoia, Edizioni del Palazzo, Prato, 1986, dimostra l’esistenza di un bacino lacustre che nel Quaternario copriva tutta l’area menzionata. A causa dell’emersione progressiva delle terre il lago è andato prosciugandosi fino a ridursi in età preistorica a una grande pianura alluvionale leggermente inclinata a Mezzogiorno. E che i Romani avrebbero parzialmente bonificato.

2 Giovanni Villani (Firenze c. 1280-1348), Cronica, Firenze 1844-45. Ultima edizione Giovanni Villani, Nuova cronica, ed. critica, Parma, Fondazione Pietro Bembo/Guanda, 1990-91, 3 vv.

3 Oltre all’ipotesi che qui vi fosse in epoca romana un patrizio appellato Carminius che col suo fundus carminianus abbia denominato il luogo, oppure che la carminatio, cioè la pettinatura o la scardassatura della lana con l’arnese carmen, fosse la caratteristica lavorazione praticata nel posto, non è affatto peregrino sottolineare il significato latino del termine carmen nell’accezione di canto, cioè propriamente scongiuro, con tutti i vari sinonimi intrinseci e collegati di “scaramanzia”, “esorcismo”, “evocazione-invocazione”, “magia”, “incantesimo”, “maledizione”, “malocchio”, ecc.

4 A conferma di questa ritenuta malvagità e irriverenza, dovuta in parte alla convinzione che Pistoia fosse stata fondata da alcuni legionari di Catilina ai tempi della congiura (appunto!), Dante Alighieri prosegue il Canto XXV così: «Ahi Pistoia, Pistoia, chè non stanzi / d’incenerarti sì che più non duri / poi che ‘n mal fare il tuo seme avanzi?».

5 Villani, Cronica cit.

   

    

  

© 2005 Fernando Giaffreda, testo e foto. Riproduzione vietata. I video (inseriti nel 2013) non sono stati realizzati dall'autore della scheda.

   


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