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ROCCASECCA, CASTELLO DEI CONTI D'AQUINO

a cura di Tommasino Marsella

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Panoramica del castello. In basso, a sinistra la torre, a destra ingresso.

 

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Planimetria del percorso di salita al castello   

 

Il contesto  Il castello  Il castello  La torre   

 

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La statua dedicata a san Tommaso d'Aquino  San Tommaso d'Aquino  La statua di san Tommaso d'Aquino


        


Epoca: la rocca dei conti d’Aquino rappresenta una delle aree storico-archeologiche più importanti e significative del Medioevo laziale; fu fondata nel 994 dall’abate Mansone di Montecassino per difendersi dai Longobardi; dai signori di Aquino nacque san Tommaso, nel 1224.

Ubicazione: sulla cima del monte Asprano, nel comune di Roccasecca (FR).

Stato di conservazione: il castello presenta ancora l’entrata principale sul lato occidentale; all’interno della corte è visibile una grande cisterna necessaria alla raccolta dell’acqua piovana. All’esterno delle mura si erge un’altissima torre di avvistamento e difesa recentemente restaurata (la struttura è stata oggetto di recente dei lavori di musealizzazione e restauro). La tradizione vuole che qui sia stato rinchiuso san Tommaso d’Aquino dopo il periodo di prigionia a Monte San Giovanni Campano.

Come arrivarci: in auto uscendo al casello di Pontecorvo dell'A1 e proseguendo per 5 km sulla SS Casilina in direzione di Roccasecca. Il castello è equidistante per 90 km esatti sia da Roma che da Napoli. La sua posizione "strategica" permette di raggiungerlo anche via ferrovia Roma-Napoli scendendo alla stazione di Roccasecca.

   

Cenni storici.

All'origine dell'incastellamento, vi fu l'esigenza delle famiglie nobili e delle comunità monastiche di colonizzare nuove terre e di instaurare uno stretto controllo economico e politico sulla popolazione rurale, difendendola anche da incursioni barbariche.

La fondazione del villaggio fortificato di Roccasecca si rivela emblematica di tale processo storico, politico ed economico. In particolare, si inserisce nella dinamica del contrastato rapporto tra conti d'Aquino, conti di Pontecorvo e la potente abbazia di Montecassino, interessata ad estendere il proprio dominio sui territori confinanti. 

Il ruolo strategico che ha connotato il territorio di Roccasecca fin dall'età più antica rende l'area ancora particolarmente appetibile per le mire espansionistiche dell'abate di Montecassino, Mansone, che nel 994, approfittando di vincoli di amicizia e di parentela, si fece confermare la concessione (erogata dal conte Guido di Pontecorvo) di tutto il massiccio del Monte Asprano. Per difendere questa concessione, ed ancor più il conseguente possesso di tale importantissima area strategica, nel 995 lo stesso abate diede inizio alla costruzione di un fortilizio sul versante occidentale del monte, a controllo dell'attraversamento del Melfa.

Seguì un breve periodo di espansione territoriale da parte dell'abate Mansone ai danni dei conti di Aquino, che ebbe fine il 14 novembre 996, con l'accecamento dell'abate, vittima di un agguato. Il conte d'Aquino Atenolfo, quindi, occupò il castello di Roccasecca e ne fece smantellare le difese. 
Ai primi dell'anno 1000 il castello venne ricostruito per iniziativa dei conti d'Aquino, restando tuttavia oggetto di contesa per oltre mezzo secolo.

Proprio queste vicende militari fanno sì che il castrum cum rocca, sorto sul monte Asprano, associ in sé non solo le caratteristiche di villaggio fortificato legato alla nuova struttura agraria, ma anche quella di fortezza militare, "ripetendo" in Roccasecca ciò che era stato l'insediamento di Aquinum all'epoca della deduzione della colonia.

Fino a questo momento gli studi relativi al sito hanno affrontato le problematiche soprattutto dal punto di vista dell'indagine storica, documentaria ed archivistica. L'analisi del sito non è mai stata affrontata, invece, da un punto di vista archeologico, nemmeno in forma preliminare, tanto che dagli studi finora effettuati si sarebbe portati ad  immaginare l'esistenza solo del castello, isolato sulle cime del monte.

Da quanto sinora esposto risulta evidente, invece, che il castello è solo parte di un insieme urbanistico di cui si può intuire la complessità già dagli elementi strutturali, finora inediti, recentemente rilevati tra rovi e crolli.

    

Come visitarlo

Il castello è aperto sempre alle visite. Essendo posto sulla cima di una montagna è consigliato un abbigliamento adeguato (scarpe senza tacchi). Sono comunque  in atto dei lavori di musealizzazione nell’ambito di un progetto finanziato dalla comunità europea, al fine di rendere accessibile la cittadella anche ai portatori di handicap. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Comune di Roccasecca (www.comune.roccasecca.fr.it), o al parroco della frazione Castello.

   

 

 

©2007 Tommasino Marsella. I video non sono stati realizzati dall'autore della scheda.

   


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