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a cura di Lucia Angelica Buquicchio

Il bastione circolare e l'ingresso del castello.

In basso, prospetto laterale.

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Conservazione: attualmente in buone condizioni grazie ad un recente restauro.
Come arrivarci: da Bari si segue in direzione sud la strada statale 16 fino a Lecce. Di qui si continua imboccando la strada per Vèrnole e dopo circa 10 km si devia per Strudà e di lì in poi ancora dritto per 5 km fino ad Acaya.
Il castello fu costruito nel 1506 per volere di Alfonso Acaya, feudatario del luogo. Intorno al 1535 il borgo mutò il nome da Sègine in Acaja, in occasione della costruzione della cinta muraria, dei bastioni e del fossato ad opera del figlio di Alfonso, GianGiacomo. Quando questi morì (1570) il feudo di Acaya fu assorbito dal fisco regio. Nel 1608 poi Alessandro de Montibus si incaricò di ulteriori ristrutturazioni, ma il castello non subì sostanziali trasformazioni fino al 1714, quando fu assalito dai Turchi.
Il castello occupa l’angolo sud-orientale del sistema di fortificazione bastionato del borgo di Acaya. Presenta una pianta trapezia con due torrioni circolari a nord-est e a sud-ovest, un bastione a punta di lancia nell’angolo sud-est; infine l’ultimo angolo (nord-ovest) si congiunge con la cinta muraria. L’ingresso al castello si apre a nord-est.
Per ulteriori informazioni, in particolare sui risultati di recenti campagne di scavo, contattare il prof. Paul Arthur, dell'Università di Lecce.
Vedi l'aggiornamento a cura di Elena De Matteis; e quello nel sito www.castlecce.it.
Vedi anche Il castello di Acaya nei francobolli, in Medioevo filatelico, a c. di Ruggero Gormelli.
©2002 Lucia A. Buquicchio. Aggiornamento redazionale 2009. La prima immagine è tratta dal sito www.flickr.com