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TUTTE LE FORTIFICAZIONI DELLA PROVINCIA DI FOGGIA

in sintesi, pagina 2

I castelli della provincia trattati da collaboratori del sito sono esaminati nelle rispettive schede. I testi presentati nella pagina presente sono tratti invece da altri siti internet: della correttezza dei dati riportati, castello per castello, sono responsabili i rispettivi siti.

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MACCHIA (masseria dei Baroni Gambadoro o Posta a Macchia)

Dal sito www.tripadvisor.it   Fotoincisione inglese del 1915, dal sito www.facebook.com/Monte-SantAngelo-Ricordi-1512004452398096/?f   Dal sito www.justdog.it

«Storica masseria fortificata con torri angolari, ubicata fra mare e montagna nella piana di Macchia - frazione di Monte Sant'Angelo, località del Gargano poco nota ma altamente suggestiva, è il luogo ideale per una vacanza all'insegna dell'amicizia e del vero benessere psicofisico. Edificata dai Baroni Gambadoro di Monte Sant'Angelo tra il '500 ed il '600 per ospitare i pellegrini che si recavano al santuario di S. Michele, questa meravigliosa struttura si apre su un ampio portone che immette nel cortile interno e nel quale si dipartono gli ingressi ai vari locali al pian terreno e si sviluppa una scala esterna per raggiungere gli ambienti del primo piano. Viene annoverata nel catastuolo 1741 che sin da allora già comprendeva anche la chiesetta interna, una taverna ed un trappeti. Dal 1977 l'intero complesso monumentale con cappella privata è vincolato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (distanza dal mare circa 2,5 Km - altitudine 149 metri s.l.m.)».

http://www.bedandbreakfast.com/it/italy-macchia-monte-s-angelo-bbbaronegambadoro-page.html#img-1


Manfredonia (castello)

a c. di Luigi Bressan

  

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Costanza Bruno (https://www.facebook.com/costanza.bruno.67)   Foto di Costanza Bruno (https://www.facebook.com/costanza.bruno.67)   Foto di Costanza Bruno (https://www.facebook.com/costanza.bruno.67)


Manfredonia (cinta muraria, torri, porte)

a c. di Marilena di Padova


Mattinata (borgo)

Dal sito www.mattinata.it   Palazzo Mantuano, dal sito www.comune.mattinata.fg.it

«Mattinata è uno dei più piccoli centri abitati del Gargano, è situata a 78 m s.l.m. su una collina ai margini di un’ampia piana coltivata ad olivo. Il paese le cui origini rurali risalgono al XVIII secolo, presenta un assetto a scacchiera. L’agglomerato urbano manca di manufatti rilevanti dal punto di vista storico e architettonico. Palazzi di qualche rilievo, più per la mole che per l’architettura, sono: il palazzo Mantuano nel rione Iunno, il più povero del paese; il palazzo Barretta, attualmente sede Municipale e la chiesa parrocchiale. Il palazzo Mantuano è il più antico di tutti, risale al 1840. è costituito da un piano rialzato, da un seminterrato e dallo scantinato. Molto caratteristici sono il portale, un comignolo, alcune finestre e un balconcino che da sulla piana e il mare. Una certa importanza Mattinata l’ebbe in epoca romana (Matinum), quando dal suo porto partivano navi cariche di olio e di vino. A quell’epoca risalgono i resti di una villa scoperti in prossimità del porticciolo, ma il luogo fu abitato già in epoche molto più remoti, come testimoniano le tracce di un insediamento dell’età del bronzo scoperto vicino a Monte Saraceno».

http://www.parcogargano.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18428


Mattinata (torre Pizzidd, ruderi della torre del Segnale o di Monte Barone o di Vignanotico)

Torre Pizzidd nella foto di Francesco Granatiero, dal sito www.facebook.com/MattinataIeri   Torre Pizzidd, dal sito www.mattinata.it

«La Torre Pizzidd è una torre a base quadrata. Possibile età di costruzione svevo-angioina (XII-XV secolo). Ultimi rifacimenti nel 1560; utilizzata per la difesa costiera del Regno di Napoli» - «La Torre del Segnale è una torre costiera nel comune di Mattinata, nel Gargano meridionale, ed è situata nella nota località di Baia delle Zagare. Attualmente è ridotta ad un rudere. Fu costruita nel 1569 durante il rafforzamento di difesa delle coste dell'Adriatico meridionale ad opera del viceré spagnolo don Pedro di Toledo dopo il 1532. Sulla litoranea (SS89) che da Mattinata conduce verso Vieste, dopo Baia delle Zagare, all'altezza di un tornante, un piccolo spiazzale sulla destra immette su un sentiero ben segnalato dall'Amministrazione forestale. La prima parte dell'itinerario attraversa una tipica pineta di pino d'Aleppo di notevole valore paesaggistico. Il sottobosco è costituito dalle specie tipiche della macchia mediterranea, tra cui il lentisco, il rosmarino e i cisti. Dopo una prima serie di curve, sulla destra in basso, si possono ammirare i faraglioni e la spiaggia di Baia delle Zagare sovrastata dall'omonimo complesso turistico. Più avanti, al bosco si alternano oliveti e mandorleti che si spingono su ripidi pendii fino al ciglio di strapiombi rocciosi sul mare. Il sentiero, agevole da percorrere, è delimitato nei tratti più scoscesi da una staccionata e si snoda in una pineta a mezza costa sino ad incontrare l'area attrezzata per pic-nic denominata Torre del Segnale. Da qui, compiendo una piccola salita, si giunge ai ruderi della Torre, dove sorge un casolare e un pozzo con acqua potabile. Proseguendo si arriva invece alle bianche falesie di Vignanotica, nota spiaggia del promontorio, costituita da ciottoli biancastri rotondeggianti, sovrastata da pareti rocciose a strapiombo».

http://www.mattinata.it/page/3/affascinanti-percorsi-di-un-viaggio - http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_del_Segnale


Mattinata (torre Saracena)

Dal sito www.bbtorresaracena.it   Dal sito www.bbtorresaracena.it

«La Torre Saracena (anticamente di Matinata) venne costruita nel 1569 sotto l'ordine del viceré spagnolo don Pedro di Toledo. È la terza torre costiera appartenente al territorio della Capitanata. Ecco la descrizione 25 anni dopo la sua costruzione, tratta dal manoscritto di Carlo Gambacorta Visita delle Torri di Capitanata nel mese di dicembre 1594: "Questa 3a Torre detta Matinata è ben collocata di buona fabbrica guarda il porto di Matinata e le vigne di Montisant'angelo. Bisogna un mezzo sacro per guardia di detto porto. È necessario anco una scala con la corda che costarà docati tre". Nel 1685 la torre "ha bisogno dell'astrico di sopra, e resarcire quello di sotto e accomodare la cisterna". Un tempo isolata nella splendida e spaziosa campagna di Mattinata, la sua parte sommitale è oggi ampiamente compromessa da una moderna sopraelevazione. Attualmente è sede di una attività turistica».

http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Saracena_%28Mattinata%29


Monte Sant'Angelo (castello)

a c. di Luigi Bressan

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Barbara Michela Iurilli (https://www.facebook.com/michela.iurilli)   Foto di Barbara Michela Iurilli (https://www.facebook.com/michela.iurilli)


Monte Sant'Angelo (castello)

approfondimento di Alberto Gentile

  


Monte Sant'Angelo (quartiere medievale Junno)

Dal sito it.wikipedia.org   Dal sito www.viesteonline.it

«...Il Centro Storico di Monte Sant'Angelo, sito nel tipico rione Junno, si presenta con un sistema urbanistico a cellula. Le case sono costruite a grappoli, saldate insieme e riallacciate da fronte a fronte con archi, strade strette e tormentate e larghe scale. Quasi tutte le case hanno ampie arcate e alte loggette di tipo arabo con eleganti comignoli dalle forme più bizzarre. Il più delle volte esse sono precedute da un cortile che da direttamente sulla strada. Ogni abitazione, generalmente, monocellulare, formata da un vano, a volte da due, ha la sua cisterna e il suo camino, simbolo dell'unione familiare e di un alto senso comunitario che si estende a tutto il vicinato. Ciò che ha determinato l'ubicazione delle case è il terreno, con forte pendenze e notevoli dislivelli. Ciò ha dato origine ad una struttura urbanistica di cresta fino al XVI secolo nei rioni dello Junno e di San Francesco. Intanto nella parte alta della città, in contrapposizione alla struttura dei rioni bassi si formano le case baronali con l'architettura provinciale tipica di tutto il napoletano. Le case baronali si dispongono quasi tutte lungo le strade principali di Corso Vittorio Emanuele, con la rottura e il superamento della cinta delle antiche mura. Qui abitarono i Galantuomini, la cui ideologia era ispirata a interessi agrari e a scelte in direzione della conservazione, sul piano sociale. In sede tipica il nuovo modello urbanistico rispecchia la struttura funzionale delle masserie. Il prospetto centrale generalmente è caratterizzato da un elegante portale. Dall'ingresso, con arco a tutta sesto, si passa, tramite il vestibolo e la scalinata, nei locali superiori, con camere da letto, sala da pranzo, soggiorno, cantine e depositi. Erano due modi e tipi di abitare, quello dei Galantuomini e quello dei lavoratori, con vani sovrastanti piccoli e stretti, con poca aria e poca luce. Alle case rurali del Rione Junno e alle case baronali del centro, seguirono le case a Schiera dei quartieri Coppa e Sotto Sant'Antonio Abate. La casa a schiera è caratterizzata da vano utile unico, coperto con volta a tutto sesto. I muri perimetrali sono costruiti da due filari di conci di tufo calcareo, con tramezzature interne ed opere murarie. Molto spesso in queste cellule un tramezzo divide la zona pranzo-cucina-soggiorno. I punti di maggiore importanza strutturale, architravi, pilastri di sostegno delle porte e delle finestre, sono realizzati in massello di calcareo, molto spesso intagliati e decorati. Si accede ai piani superiori attraverso una serie di scalette in blocchi calcarei prefabbricati, disposti in senso a volte longitudinali, a volta radiale rispetto alla strada. In corrispondenza con il Portoncino di ingresso le scale si arrestano formando un piccolo vano intermedio dal quale si ripartono i rimanenti gradini che raaggiungono il pavimento del piano superiore. Il vano stradale, nel tessuto urbanistico definito dalle schiere, assume l'aspetto di un grande solco aperto nell'ambiente circostante: solco che è pavimento ed è casa nello stesso tempo. ...».

http://www.montesantangelo.es/index.php?option=com_content&view=article&id=81&Itemid=80


Monterotaro (borgo, torre)

a c. di Leonardo Perretti

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Samuele Romano (https://www.facebook.com/samuele.romano.9)   Foto di Samuele Romano (https://www.facebook.com/samuele.romano.9)


Motta Montecorvino (borgo, mura)

La Porta d'accesso di Via Mazzini, dal sito www.montidauniturismo.it   Il campanile gotico della Chiesa di S. Giovanni Battista, dal sito www.montidauniturismo.it

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi   Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi   Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi   Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi   Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi

«Montecorvino di Puglia, ai principi del secolo XIII, dopo anni di splendore e floridezza, incominciò a tramontare precipitosamente. Nel 1303 Pietro d'Angicourt, possessore del feudo di Montecorvino, lo vendette a Bartolomeo Siginulfo, conte di Telese. Nel 1309 Siginulfo, accusato di adulterio con la moglie di Filippo, fratello del Re, riuscì a mettersi al sicuro trasferendosi in Sicilia. La Corte, però, lo condannò in contumacia ordinando la confisca di tutti i suoi beni. Sotto il re Roberto, detto il Savio, Montecorvino fu incamerata al dominio della Corona. In questo periodo Montecorvino, già Università, conobbe un lento e graduale decadimento e per questo motivo, intorno al 1375, gli abitanti, divenuti poveri e affamati, cercarono altrove una dimora. Fu proprio in questo periodo che un gran numero di famiglie si stabilì sulla vicina collina, verso ponente: sorse così il casale di Motta. Episodi violenti scoppiarono ovunque nel regno di Napoli. Per la conquista del potere si formarono due fazioni: i fautori degli Angioini proclamarono re Luigi II d'Angiò, il partito dei Durazzo elesse il giovane Ladislao. Montecorvino si schierò con il primo dei due, ma per sua sfortuna la lotta vide vincitore Ladislao. Montecorvino attraversò un duro periodo fatto di saccheggi e spoliazioni. Dopo la rovinosa campagna di Ladislao, alla fine del secolo XIV, il paese fu abbandonato e i suoi abitanti si diressero in parte verso Pietra, in parte verso Volturino e in parte verso la Terra di Motta che in questo tempo fu designata con la denominazione della città distrutta: Motta Montecorvino. In questo periodo Motta divenne Università (città a sé stante). Il paese era cinto di mura a forma di pentagono e di torri (une delle quali fu trasformata nel 1447 nel campanile gotico che ancora oggi è possibile ammirare) perché lo difendessero dagli assalti dei briganti. ...».

«L’origine dell’affascinante cittadina di Motta Montecorvino, che dalla sommità di una collina domina le valli circostanti, può essere riportata alla rovina e all’abbandono di Montecorvino. Si ritiene, infatti, che intorno al 1375 numerose famiglie abbandonarono l’ormai diruta Montecorvino per insediarsi nel luogo dove sarebbe sorta Motta Montecorvino. Motta fu successivamente circondata da un’imponente cinta muraria, oggi per lo più diroccata, munita di torri e cinque porte. Delle torri si conserva solo quella che nel corso del XV secolo fu trasformata nel campanile gotico della parrocchiale e che ancora oggi svetta sul paese. ... In epoca medioevale, un’imponente fortificazione muraria, di cui non restano che labili tracce, proteggeva Motta Montecorvino. Delle originarie cinque porte che consentivano l’accesso al nucleo abitato, oggi ne restano solo tre: una, la Porta Centrale è l’accesso principale al centro storico, le altre due sono ora degli archi in pietra e mattoni nascosti per i vicoli del borgo».

http://www.comune.mottamontecorvino.fg.it/cms/cms_arg.php?idarg=25 - http://www.montidauniturismo.it/jsps/10/Home...


Motta Montecorvino (torre)

a c. di Alberto Gentile


Orsara di Puglia (mura, casali e palazzi)

Dal sito www.comune.orsaradipuglia.fg.it/   Dal sito http://orsarainforma.blogspot.com

«Il paese, che molto probabilmente risale ad epoca assai remota, fu fondato su un pianoro circondato da tre torrenti che ne costituivano la difesa naturale contro gli assalti dei nemici. Ad est scorre il Canale Catella, proprio a poca distanza dalla cinta muraria, che ancora si erge con le sue maestose torri, ad ovest scorre il Canale Botte e a Nord il torrente Canale della Grotta, nel quale i primi due confluiscono chiudendo la magnifica difesa naturale con un notevole dirupo. A sud le mura di cinta e il terreno scosceso chiudevano l'abitato come una sorta di castello. I resti delle mura, così come li possiamo ammirare, sono indubbiamente dell'alto medioevo. Di esse, però, abbiamo notizie antecedenti in vari scritti. ... Ma da quante porte si poteva accedere nel paese? Le fonti storiche e quelle fotografiche ci dicono che ne erano quattro. Porta S. Pietro, Porta S. Giovanni (poi S. Domenico), Porta di Greci (o porta Aecana?), Porta Nuova. La prima si apriva là dove comincia Corso della Vittoria, la seconda (scomparsa all'inizio del secolo scorso) all'inizio di via S. Rocco attaccata alla chiesa di S. Giovanni Battista, la terza, tuttora esistente, alla confluenza di Via Serg. G. Volpe con via Trento e la quarta ubicata in via Napoli (l'attuale strada di collegamento tra via C. Alberto e via Indipendenza, proprio laddove nel XVII secolo vi era l'abitazione della famiglia Scalzi). A queste probabilmente bisogna aggiungerne un'altra e che la tradizione ci ha conservato come "Portella delle Monache", che quasi certamente si apriva di fronte alla chiesa della Madonna della Neve. ...».

http://www.orsara.it/STORIA/LEPORE_MICHELE/STORIA_LEPORE_MURA_1.htm (a cura di Michele Lepore).

Sui casali e sui palazzi: http://www.comune.orsaradipuglia.fg.it...  -  http://www.montidauniturismo.it/jsps/10/Home/...


Orsara di Puglia (palazzo baronale)

Dal sito www.irpinia.info   Dal sito www.montidauniturismo.it

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)

«Quello che oggi è noto come Palazzo dell’Annunziata o Palazzo Baronale era in origine il monastero dell’ex complesso abbaziale, la cui più antica attestazione si trova in un documento troiano del 1125 da cui si evince che, all’epoca, il complesso doveva avere già raggiunto una certa floridezza. L’antico monastero fu costruito al di sopra della grotta di San Michele da pellegrini spagnoli diretti al santuario di Monte Sant’Angelo. Alle sue origini fu popolato di monaci spagnoli, come dimostra la bolla di Gregorio IX del 1229 con la quale il monastero fu affidato all’Ordine di Calatrava, la cui presenza durò fino al 1294. Il monastero subì varie vicissitudini fino a quando nel 1524 fu venduto ai Guevara, che lo trasformarono in residenza gentilizia modificandone l’interno secondo le loro esigenze e costruendo sulla parete posta a ridosso della chiesa dell’Angelo un balconcino che permetteva di assistere alle sacre funzioni senza uscire dal palazzo».

http://www.montidauniturismo.it/jsps/10/Home/11/MENU/154/Da_fare_e_da_vedere/70/Storia_e_cultura/73/Siti_architettonici_e_storici....


Orsara di Puglia (Torre Guevara)

Dal sito www.comune.orsaradipuglia.fg.it   Dal sito www.puntodistella.it

«Il palazzo di Torre Guevara si trova nella piana compresa tra i due affluenti Sannoro e Lavella, a nord del torrente Cervaro, nel territorio di Orsara di Puglia. La costruzione rientrava nell’elenco delle dimore reali della corte aragonese. Il palazzo è eretto sul versante nord della conca attraversata dal torrente Cervaro, in un’area ricca di cacciagione. La zona, oltre a fornire relax ai vari feudatari e regnanti di passaggio, veniva utilizzata per il ripopolamento faunistico. Torre Guevara ha trecento anni di storia. Il palazzo fu eretto nel 1680. I Guevara, signori di Bovino, acquisirono il Territorio di Orsara di Puglia e decisero di regalarsi un edificio degno della loro dinastia. Fu Giovanni, quinto duca di Bovino, a far costruire Torre Guevara, per i soggiorni di caccia nel territorio di Montellare. Fece erigere l'imponente edificio nel cuore stesso di un'area geografica delimitata a nord dall'antica città di Troja, a sud ovest da Orsara, a sud da Bovino e ad est da Castelluccio dei Sauri. Una zona ricca di cacciagione, immersa nel verde e nella poesia di un paesaggio dolce come le linee delle colline daune. Il Palazzo fu utilizzato come sontuosa tenuta di caccia. Ospitò re e regine. Nelle sue stanze trovarono ristoro Carlo III di Borbone e la regina Amalia di Valbussa. Il palazzo ha un impianto rettangolare di sessanta metri per venti, con tre piani coronati da un imponente cornicione. è caratterizzato da una spessa muratura in pietra, con volte a botta».

http://orsarainforma.blogspot.com/2008_02_01_archive.html


Orta Nova (masseria ex Gesuitica, domus federiciana)

Dal sito www.pianatavoliere.it   Dal sito www.pianatavoliere.it

«L’esistenza del sito di “Orta” sembra ascrivibile al XII secolo: tale toponimo viene infatti citato per la prima volta in un documento del 1101 e poi in un contratto del 1157. Ma è in epoca sveva che l’insediamento visse il suo momento di maggior gloria. L’imperatore Federico II ... scelse infatti questo luogo per fini residenziali e produttivi: edificandovi il suo palacium, individuando una defensa (la zona boschiva dove solo lui poteva cacciare), creando una masseria e una marescallia (allevamento di cavalli) per l’utilizzo agricolo del territorio. ... Scomparsa, purtroppo, l’antica chiesa di Santa Maria delle Grazie, eretta dai Gesuiti nel 1620, come pure il Palazzo Arcieri, che cingeva l’antica masseria gesuitica ed esibiva una iscrizione lapidea relativa alla edificazione del palacium di Federico II, Orta Nova conserva invece il palazzo ex gesuitico, con la sua piccola cella campanaria e il campanile a vela: un edificio innalzato sulle rovine della residenza imperiale, poi divenuto sede del prosegretario della Regia Dogana delle Pecore, sede dell’Amministrazione Comunale, caserma dei Carabinieri, scuola e Pretura, e oggi sede della biblioteca comunale e di associazioni culturali».

http://www.pianatavoliere.it/ortanova.asp


Panni (resti della torre)

a c. di Luigi Bressan


Panni (resti della torre)

approfondimento redazionale


Peschici (castello)

a c. di Luigi Bressan


Peschici (torre del Ponte)

redazionale


PESCHICI (torre di Calalunga)

Foto di Carlo Pelagalli, dal sito www.panoramio.com   Dal sito www.garganoresidenceliberato.it

«La costa garganica posta ad oriente di Peschici è tutta un susseguirsi di piccoli promontori rocciosi, che racchiudono preziose calette sabbiose, incorniciate da fitte pinete e formazioni di macchia mediterranea. Un luogo ideale per la balneazione, anche per chi nei secoli, provenendo dal mare, cercava di approdare a terra ed in maniera subdola aggredire le popolazioni costiere. Per questo motivo durante il viceregno di don Pedro Afan de Ribera, su proposta del governatore Carlo Caracciolo, nel 1564, fu stabilita la costruzione di torri fortificate lungo le coste, per svolgere un compito di controllo, avvistamento e difesa degli abitati e delle popolazioni. La prima torre posta ad oriente dell’abitato di Peschici è Torre di Calalunga. Nel 1570 la torre venne assalita e smantellata dai Turchi. Ma successivamente proprio per la sua funzione strategica la torre fu ricostruita. Si tratta di una tipica torre a base quadrangolare e forma di tronco di piramide. La torre ha perso la sua originaria copertura che è stata sostituita da una più recente. Il promontorio di Calalunga su cui sorge, domina ad occidente le punte di Manaccora e S. Nicola che precedono Peschici. Ad oriente si trova invece il promontorio e la Torre Usmai».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


PESCHICI (torre di Monte Pucci)

Dal sito www.mondimedievali.net   Dal sito www.mondimedievali.net

«Posta la confine tra l’agro di Vico del Gargano e quello di Peschici, la Torre di Monte Pucci domina la sottostante piana di Calenella, quella di Padula con il porto e il promontorio su cui si erge in centro urbano di Peschici. L’edificio fortificato, ben visibile percorrendo la costiera che collega Peschici con San Menaio e Rodi Garganico, si leva a picco sul mare, in posizione dominante e panoramica. La torre ha base quadrangolare e presentano la forma di tronchi di piramide. Il varco di accesso, come di consueto rivolto verso monte, è soprelevato rispetto al piano di campagna: in origine raggiungibile con scala retraibile, presenta oggi una poco indicata scala di marmo bianco che accede alla "Cantina il Baccanale" ricavata nel vano voltato della torre. Nelle pareti laterali si aprono le feritoie. La torre, ha perso l’originario coronamento e come le altre della zona presenta dimensioni assai ridotte che ne attestano la sola funzione di avvistamento (non difensiva). La torre è completa nei due piani. Una delle caratteristiche della Torre di Monte Pucci, è di essere ubicata su un tratto di costa affacciato direttamente verso nord, per cui è possibile in estate vedere sorgere e tramontare il sole sullo stesso mare. La Torre presenta anche un notevole valore panoramico: in lontananza, nelle giornate terse si possono scorgere le Tremiti e le isole della Dalmazia. Ad oriente si gode un magnifico panorama sull’abitato di Peschici e ad ovest si può ammirare in lontananza l’abitato di Rodi Garganico preceduto dal lungo arenile di San Menaio. In prossimità della torre sono situati tre trabucchi da pesca. Intorno agli anni Sessanta, la Torre di Montepucci divenne, per qualche anno, la residenza dell’artista Manlio Guberti che vi aprì un ospitale Club della Tavolozza. Pittore, incisore e poeta, Guberti aveva studiato musica e giurisprudenza e si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Partecipò alla Biennale di Venezia e ad oltre 50 esposizioni personali in Italia e nel mondo».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221

anche http://www.mondimedievali.net/microstorie/torri.htm


Peschici (torre di Sfinale)

a c. di Teresa Maria Rauzino


PESCHICI (torre Usmai)

Dal sito www.destinazionegargano.it   Dal sito www.garganoresidenceliberato.it

«Torre Usmai è situata su un piccolo promontorio posto ad oriente di Peschici tra il promontorio di Calalunga e la costa rocciosa di Sfinale. La torre ha una tipica base quadrangolare e forma di tronco di piramide» - «Per decisione del viceré di Napoli, don Pietro di Toledo, lungo le coste dell' Italia Meridionale, a difesa del territorio, furono edificate una serie di piccole fortificazioni e torri di avvistamento. I siti venivano individuati in base al frastagliamento della linea di costa, alla distanza tra le torri, alla reciproca visibilità ed alla possibilità di comunicazione: a vista, acusticamente o con messaggeri a cavallo. La presenza di un tale sistema diventava utile soprattutto per prevenire e contrastare le scorribande dei Saraceni. Nel tratto di costa, molto frastagliato, compreso tra Vieste e Peschici a causa della limitata visibilità le torri si infittiscono ed abbiamo Torre del Porticello (1568), Torre di Sfinale (1573), Torre Usmai (1576) e Torre di Calalunga (1568). Questo tratto di costa è caratterizzato anche dalla presenza dei trabucchi, poderose macchine da pesca protese sul mare. Secondo alcuni storici locali si pensa che l' origine di questi antichi strumenti di lavoro risalirebbe al tempo dei Fenici. Questo importante sistema di pesca, ancora in uso sul nostro territorio, venne realizzato in zone dove il mare presentava una profondità di almeno cinque metri, un fondale sabbioso, orientato in direzione sud-est o nord-ovest ed in corrispondenza della confluenza di correnti marine, zone notoriamente ricche di pesci. Grazie all' impegno dell’“Associazione Trabucchi del Gargano” e del Parco Nazionale del Gargano ai Trabucchi è stato riconosciuto lo status di “tesori e beni dell' area costiera”. In alcuni tratti dell’itinerario le verdi praterie prospicienti la costa sembrano rievocare le medesime distese Irlandesi».

http://www.docartis.com/Puglia/Guide/regioni/gargano/Torri%20Saracene.htm - http://www.destinazionegargano.it...


Pietra Montecorvino (Palazzo ducale o castello)

a c. di Luigi Bressan

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi   Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi   Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi  ---  Foto di Marco Biscotti (biscottimarco@gmail.com)


Poggio Imperiale (palazzo de Cecco)

redazionale


Ponte Albanito (castello dei diavoli)

a c. di Gianfranco Piemontese

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Samuele Romano (https://www.facebook.com/samuele.romano.9)   Foto di Samuele Romano (https://www.facebook.com/samuele.romano.9)


Rignano Garganico (resti del castello baronale e torre cilindrica)

redazionale


Rocchetta Sant'Antonio (castello d'Aquino)

a c. di Andrea Gisoldi

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi   Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi


Rocchetta Sant'Antonio (resti di Castel Sant'Antimo)

a c. di Andrea Gisoldi

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi, https://www.facebook.com/lucia.lioi


Rocchetta Sant'Antonio (Sedile)

a c. dell'Associazione LiberaMente


Rodi Garganico (borgo)

Dal sito www.moveaboutitaly.com   Dal sito www.settemuse.it

«Il centro storico di Rodi Garganico conserva le caratteristiche di un antico borgo marinaro e non ha costruzioni di rilevante valore artistico. Unico scopo di questa antica popolazione di pescatori era difendersi dal nemico proveniente dal mare. Le abitazioni, pertanto, sono edificate le une accanto alle altre quasi a volersi sovrapporre. Dai rossi coppi spiccano per singolarità e bellezza i comignoli, "superstiti sentinelle di generazioni che credevano nei genuini valori della vita". Da visitare è la pittoresca zona sotto il castello, dove un tempo dominava, circondato dal fossato e accessibile tramite un ponte levatoio, il famoso castello aragonese del quale sono ancora visibili le due torri. Non è possibile ricostruirne la storia in quanto le fonti sono imprecise e contrastanti; pare fu costruito su commissione di Pietro Toledo, viceré di Napoli, nel 1535 ed abitato fino al 1806 dai feudatari Cavaniglia. Di un membro di tale famiglia si fa menzione in un'iscrizione del '600 che attesta Girolamo Onero Cavaniglia quale fondatore della biblioteca, restauratore della rocca e riarmatore dell'arsenale. L'epigrafe è murata su di un arco noto anche come l'Arco del Tramonto in quanto all'imbrunire è ivi possibile assistere ad un incantevole spettacolo: una rossa palla di fuoco che sembra spegnersi nell'azzurro mare. Proseguendo per i vicoli ripidi e scoscesi si scende al vuccolo, piccolo rione dal nome longobardo dove nel '600 sorgeva una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Da questa caratteristica balconata le donne si affacciavano per vucculare (chiamare) i mariti intenti a sistemare le reti. Altro angolo suggestivo è il belvedere dove anticamente si apriva la principale porta cittadina. Deve il suo nome alla magnifica veduta che spazia dal biancheggiare del Convento Cappuccino tra i verdi oliveti, alla spiaggia dorata ed i profumati aranceti».

http://www.rodigarganico.info/italiano/citta.html


Rodi Garganico (resti del castello)

Dal sito www.vieste.it   Dal sito www.2pini.it

«Solide mura, munite di torri quadrangolari, cilindriche o poligonali, con diverse porte difendevano la città. In posizione strategica, avanzata verso il mare, in un angolo delle mura, dominava il castello. Sulle origini del castello non si hanno notizie certe, ma di sicuro si sa che nel 1461 il castello già esisteva, perché fu abitato da Ferdinando d'Aragona. Secondo alcune fonti esisteva un nucleo duecentesco che fu successivamente ampliato e trasformato. Dopo il 1806 il castello fu venduto a diversi proprietari che lo ristrutturarono ognuno a proprio modo al punto da compromettere la forma originaria».

http://www.pugliacitta.it/comuni/rodigarganico.html


Roseto Valfortore (torre del palazzo Marchesale)

Dal sito www.prolocoroseto.it   Dal sito www.montidauniturismo.it

«Palazzo Marchesale o baronale, posto di fronte al lato sinistro della chiesa Madre, è un edificio ben distinguibile grazie al maestoso torrione che lo caratterizza; fu fatto costruire da Bartolomeo III di Capua, che fra il XIII e il XIV secolo portò Roseto Valfortore al suo massimo splendore. Oggi restaurato, ospita delle abitazioni».

http://www.montidauniturismo.it/jsps/10/Home/11/MENU/154/Da_fare_e_da_vedere/70/Storia_e_cultura...


San Giovanni Rotondo (borgo, palazzi)

Dal sito www.padrepioesangiovannirotondo.it   Dal sito www.padrepioesangiovannirotondo.it

«La città di San Giovanni Rotondo nacque nel 1095 sulle rovine di un preesistente villaggio del IV secolo a.C., di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe ed un battistero circolare (l'epiteto "Rotondo" deriva proprio da questo) che anticamente era destinato al culto di Giano, Dio bifronte, e in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista. Durante il basso medioevo ha sempre ricoperto incarichi importanti nell'organizzazione economica del Meridione; sotto il Regno delle Due Sicilie ad esempio, ha ricoperto l'incarico di stabilire i prezzi della mercanzia commercializzata nel regno ...».

http://www.travelplease.it/Dett_Prod.aspx?ID=32&Tip=150&Pro=377

I Palazzi: http://www.padrepioesangiovannirotondo.it/?page_id=1543  - 


San Giovanni Rotondo (torri, cinta muraria, porte)

Dal sito www.padrepioesangiovannirotondo.it   Dal sito www.visitsangiovannirotondo.com

«San Giovanni Rotondo, nel Medioevo, era circondato da mura possenti, con 15 Torri e 4 porte, edificate tra XII e XIV secolo; oggi restano ben poche tracce della fortificazione e delle torri. Porta Maggiore: edificata da Federico II di Svevia. Era una delle quattro porte della Città, la più grande, munita di un ponte levatoio; Porta dei Comuni: edificata tra il 1150 e il 1234. Detta anche "Portami Suso - portami in alto". Era la porta più importante e rappresentava il Comune-Università. Inserita nella maestosa torre quadrangolare. Porta del Lago: edificata tra il 1150 e il 1234. La porta detta "del Lago" perché prospiciente una vasta zona lacustre che si stendeva ad ovest delle fortificazioni. Era composta da archi semicircolari e con volta a forma gotica munita. Venne demolita nel 1876. Portella: era la più piccola delle quattro porte delle fortificazioni di San Giovanni Rotondo. Torre Quadrangolare: era una delle 15 torri edificate fra il 1150 ed il 1194, completate e consolidate verso il 1234 dall'imperatore svevo Federico II. Torre Cilindrica: era una delle 15 torri edificate tra il 1150 e il 1234, un tempo merlate. Ora è sede del Museo delle Arti Popolari. Tracce Murarie di età normanno-sveva: facevano parte delle antiche fortificazioni di San Giovanni Rotondo, oggi sono inglobate negli edifici del centro storico della città e, quelle che restano, sono visibili in alcune strade».

http://it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_Rotondo#Architetture_militari


San Marco in Lamis (borgo, palazzo badiale)

Dal sito www.foggiatoday.it   Foto Fajarama, dal sito www.eurekabooking

«Sotto il profilo storico-artistico è da ricordare il quartiere detto “la Palude o Padula”, che costituisce il primo nucleo abitativo di San Marco in Lamis: è una denominazione di antica origine che richiama le caratteristiche primitive del luogo in cui sorse la città, disseminato appunto di paludi o lame. Altro quartiere antico della città è quello inteso come “Lu Casalotte”, che conserva tracce di una piccola chiesa. Entrambi i quartieri hanno una particolare conformazione di edilizia popolare arrivata ai nostri giorni col nome di mugnali, ovvero scale esterne di accesso alle abitazioni, di varia altezza, terminanti con un piccolo ballatoio. Degno di nota è il “Palazzo Badiale”, un tempo sede della badia, oggi Municipio. Risalente al XV-XVI sec. si presentava come un imponente complesso comprendente anche il carcere con la torre e una cappella dedicata a S. Rocco. Nel tempo ha subito vari rimaneggiamenti, soprattutto dopo il cambiamento di sede della badia».

http://iisgiannone.it/La%20Citta/Le%20Origini/index.htm


San Marco in Lamis (torri normanne)

Foto di Ludovico Centola, dal sito http://rauzino.files.wordpress.com   Foto di Ludovico Centola, dal sito http://rauzino.files.wordpress.com

«La torre più imponente e meglio conservata è quella di via San Giuseppe, la quale è annessa al Palazzo Badiale, le cui origini sono sconosciute anche se sappiamo esser di vecchia costruzione. Del palazzo sappiamo solamente che nel corso dei secoli ha subito notevoli trasformazioni, la più imponente durante il periodo fascista. Fortunatamente la torre, nonostante sia stata riadattata ad abitazione nel XIX secolo, da quanto riportato nelle carte catastali, resta l’unica parte della costruzione che più delle altre conserva quelle caratteristiche anticheggianti che la fanno apparire ancora tale dopo secoli. ... Le altre sono solo il basamento di una vecchia torre e non la torre come doveva essere un tempo. Bisognerebbe conoscere anche la posizione esatta delle altre torri per capire meglio cosa esse potevano essere e di quale struttura più complessa potessero far parte. Non esiste ad oggi un documento dove siano riportate queste strutture ed io personalmente, mi son permesso di fare delle ricostruzioni basandomi su personali riflessioni ed analogie. Una delle torri è stata abbattuta pochi anni fa, con molto rammarico da parte mia per non potervi offrire materiale multimediale in merito, ed era situata quasi di fronte al palazzo dell’Arciprete (quello unito alla chiesa della Collegiata), dove un tempo si trovava il forno a legna più grande di San Marco In Lamis, alcuni dicono addirittura di tutto il Gargano, “lu furne a ‘mpèrne”. Per comprendere meglio la situazione bisognerebbe avere almeno un riscontro grafico con delle direttrici tra le torri, ma prima di far questo è cosa buona ritornare sul nostro Palazzo Badiale. Abbiamo certezza che nel 1600 vi fosse una struttura imponente dove ora sorge il palazzo, questa struttura doveva essere molto diversa da come la vediamo oggi se è vero che nel XIX secolo c’era già una struttura simile a quella poi modificata nel XX secolo. Certamente per molti anni è stata la costruzione più grande e più in alto che si poteva trovare nella valle dello Starale, quasi a voler sovrastare tutta la parte restante. Per quanto riguarda le torri, il nome da me dato è di pura convenienza e non di certo un nome attestato in qualche epoca o arrivato a noi oggi. Le uniche torri di cui si ha certezza, o per esistenza o per documentazione, sono le seguenti: Torre San Giuseppe, Torre Monte Zebio, Torre del Forno, Torre Pozzo Grande, Torre ai Pozzi. ...».

http://rauzino.files.wordpress.com/2010/08/centola.pdf (a cura di Ludovico Centola)


San Marco La Catola (residenza fortificata dei Pignatelli)

Dal sito http://xoomer.alice.it/celenzaesanmarco   Dal sito www.montidauniturismo.it

«Sito nella parte alta del paese, è uno dei più importanti fortilizi della valle ed è stato dichiarato monumento nazionale pur in mancanza di documentazione sulle sue origini. Per la sue alte mura e la sua elevata posizione, si pensa che questo fortilizio sia stato eretto quale vedetta avanzata nel periodo storico in cui la Daunia era contesa tra i Bizantini e i Longobardi di Benevento. Vi sono varie ipotesi sull'origine del Castello, una prevede che sia nato per volontà del Bogiano durante la sua presenza in Italia che va dal dicembre 1017 al 1028; un'altra ipotesi attribuisce la costruzione del maniero a Federico II di Svevia che era desideroso di ridurre la Capitanata in un potente campo trincerato. Sono circa 200 i castelli e fortilizi che Federico II fece costruire nel Meridione. Dei numerosi castelli federiciani in Capitanata rimangono scarse tracce e forse, per molti scettici, quello di San Marco potrebbe non essere addebitato all'imperatore svevo. Scarsa opera architettonica ( non si ha traccia di decorazioni artistiche né di oggetti d'arte conservati dai proprietari), per forma di costruzione e similari: castello militare o castello di svago e divertimento per il sovrano e i suoi ospiti? è questa, uno dei tanti quesiti ancora oggi avvolti nel mistero. Nonostante le ingiurie del tempo, tra cui le numerose scosse sismiche, il possente edificio resta oggi uno delle più preziose tracce storiche. Ai piedi del castello viene rievocata ogni anno la Giostra della Jaletta: un caratteristico torneo medioevale a cavallo. Il fortilizio, fornito di due torri che dominano la campagna circostante, alte mura, bastioni e triplice ingresso e una cappella dedicata a san Marco, doveva avere la forma di un rettangolo irregolare. Fu probabilmente ampliato in più fasi. Il Castello Ducale fu di proprietà della famiglia Pignatelli fino al 1821 quando Giovanni Pignatelli rinunciò al ducato vendendo i terreni alla famiglia Veredice di San Marco e l'antico palazzo ducale a Nicolangelo Cipriani, anch’egli di San Marco, per la somma di 1000 ducati. In seguito il palazzo fu acquistato dal geometra Francesco Ferrara, attuale proprietario, cui si devono numerosi interventi di consolidamento e restauro che hanno permesso alla struttura di conservarsi fino ad oggi».

http://castelliere.blogspot.it/2011/04/il-castello-di-mercoledi-13-aprile.html


San Menaio (torre dei Preposti o dei Doganieri)

Dal sito www.pizzicatobeb.com   Dal sito www.puntodistella.it

«La Torre dei Preposti o dei Doganieri è un'imponente torre costiera situata presso la rinomata località balneare di San Menaio, nel comune di Vico del Gargano, in provincia di Foggia. Costruita nel XIV secolo, venne rinforzata nel 1569 durante il rafforzamento di difesa delle coste dell'Adriatico meridionale ad opera del viceré spagnolo don Pedro di Toledo dopo il 1532. La torre, che vanta un discreto stato di conservazione, strutturalmente è costituita da un basamento tronco-piramidale sormontato da parallelepipedo a due livelli. Il coronamento è formato da una serie di “mensoloni” sporgenti, tuttora visibili, che sorreggevano le caditoie estese a tutto il perimetro della torre. La Torre dei Preposti, che è di proprietà del demanio, è ceduta in locazione al Comune di Vico del Gargano. Incredibilmente però, l'edificio risulta abusivamente occupato da privati che non permettono alla comunità di fruire legittimamente del prezioso monumento, e soprattutto impediscono di dar luogo agli interventi di restauro conservativo di cui la torre necessita con urgenza».

http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_dei_Preposti


San Nicandro Garganico (castello)

a c. di Gianfranco Piemontese


San NICANDRO GARGANICO (ruderi della torre di Calarossa)

Foto di Giuseppe 75, dal sito www.vaira.it   Dal sito www.docartis.com

«La torre di Cala Rossa è situata a circa 2 km. dalla foce Capoiale, canale di collegamento tra la laguna di Varano e il mare. Dell’edificio fortificato, costruito nel 1569, oggi rimane soltanto qualche rudere, ma un tempo questa torre costituiva insieme alla vicina Torre Mileto (distante circa 2 km), alla Torre Scampamorte, presente sull’istmo di Lesina, alla Torre Fortore e alle Torri Varano, un imponente e comunicante sistema difensivo del nord Gargano. La visita consente oggi di apprezzare solo due pareti rivolte a Nord e ad Ovest. L’edificio originale era costituito probabilmente da una torre a cinque caditoie. Torre Cala Rossa è costruita sulla scogliera a circa 50 m. dalla linea di battigia, laddove alcuni canali carsici sembrano convogliare le acque meteoriche provenienti dal Monte D’Elio. L’inserimento paesaggistico, in un ambiente dominato dalla macchia mediterranea è di sicuro impatto. Il toponimo trae probabilmente origine dal colore rossiccio degli scogli ricchi di ferrite».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


San Nicandro Garganico (torre Mileto)

a c. di Gianfranco Piemontese


San Paolo di Civitate (palazzo baronale dei Gonzaga)

Dal sito www.incomingpuglia.com   Foto Enzo Perrone, dal sito www.comune.sanpaolodicivitate.fg.it

«Menzionato per la prima volta nel 1570, il Palazzo Baronale fu fatto costruire dal feudatario Giovanni Battista Carafa e completato successivamente da Cesare Gongaza. Nella relazione del Tavolario Vinaccia si legge: “… che in stanza del suo palagio leggevasi 1640, e dietro in una lapide A.D. 1640, per segno che in quell’anno fu ristaurato da lui. Questo palagio dell’ultimo Principe D. Giulio fu venduto a D. Michelangelo Picucci per doc. 3000. Guarda con sei finestre, senza balconi all’Est la gran Piazza, contiguo al Sud colla Parrocchia di San Giovanni, sul cui ingresso in un carretto con gelosie su due colonne, assisteva il Principe a’ divini uffici. Ha tre piani laterizi con breccioni, il portone inarcato di saxo quadrato, donde si entra in un cortile lamiato con 16 sottani per magazzino, ed altro, poi in un altro scoperto, quadro, e selciato di braccioni, con pozzo in messo e cantina. A sinistra la gradinata scoperta monta alle sedici stanze divise in quattro braccia, quadre, ed alte palmi 23 e ben soffittate. Intorno ha le colombaie; all’ovest dietro quattro finestre oltre due torrette bislunghe di palmi 12 negli angoli sud e ovest con saettiere su, e giù ne’ tre loro lati; quella nel sud è diruta in parte: nel lato sud-est vi sono quattro finestre, nel nord il giardino è lungo 30 e largo 20. Nel frontespizio nell’angolo contiguo al giardino sporge nella gran Piazza altra torretta dislunga con due finestre oltre una ne’ lato, dov’era il carcere Baronale, e fa ala al palagio col campanile della Parrocchia, il quale sporge 15 palme al pari di essa con palmi 100 circa intermedi sino a questa torretta, incluso il frontespizio della Chiesa”.  Nel 1720, la torre che delimitava anteriormente a sinistra il palazzo, già in stato precario, venne abbattuta per la realizzazione del campanile della Chiesa. Anche la torre posteriore del palazzo venne abbattuta in tempi recenti in quanto pericolante. Un’unica torre si è conservata, quella che oggi si vede dalla piazza centrale del paese e che delimita il palazzo baronale nella parte destra della sua facciata. Di forma quadrangolare, a tre piani di cui il primo e il terzo voltato a botte, il secondo a voltine, costruita con materiale di reimpiego proveniente dalla vicina Civitate, nel corso del tempo la torre è stata privata del piano merlato e dotata di finestre».

http://www.comune.sanpaolodicivitate.fg.it/it-it/citt%C3%A0/lacitt%C3%A0moderna.aspx


San Severo (borgo, mura, "castello")

Dal sito it.wikipedia.org   Dal sito it.wikipedia.org

«La cinta muraria d'età angioina, quella costruita dopo che Federico II fece abbattere le vecchie mura (che insistevano sul circuito stradale detto Giro Interno), era di forma ovoidale, circondata da un ampio fossato corrispondente all'incirca all'odierno anello viario noto come Giro Esterno. Le mura angioine, in mattoni e prive di terrapieno (non furono mai ristrutturate "alla moderna"), erano intervallate da torri. Si aprivano in sette punti, a distanza più o meno regolare, in corrispondenza di altrettante grandi porte urbiche, tutte turrite e con ponte levatoio. A seconda delle località cui si giungeva seguendo le strade che da esse partivano, ovvero da particolari luoghi di culto o pubblici che si trovavano in loro prossimità, le porte si chiamavano (da ovest, in senso antiorario): Castello, per il vicino fortilizio (o Torremaggiore, per la direzione); Lucera, per la direzione; Sant'Antonio, per la chiesa di sant'Antonio abate (o Castelnuovo, per la direzione); Foggia, per la direzione; San Nicola, per l'omonima chiesa (o San Marco, per la direzione); del Mercato, per la piazza del Mercato; Apricena, per la direzione. Accanto alla prima porta si ergeva il cosiddetto Castello. Era costruito "a guisa di fortezza", di pianta quadrata, di notevole altezza e con una torre cilindrica ad ogni angolo. Rispetto alle mura, sporgeva notevolmente verso i campi e aveva diverse stanze superiori. Il corpo centrale, edificato in pietra squadrata, aveva funzione di caserma, con dormitori, forno, cucina e pozzo. Questo fortilizio fu realizzato adeguando i resti della domus federiciana, andata in rovina e fatta parzialmente demolire dal clero cittadino, che nel 1296 aveva chiesto a Carlo II d'Angiò di utilizzarne le pietre squadrate per ristrutturare le chiese parrocchiali della città».

http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_San_Severo#Le_mura_e_il_.22Castello.22


Sant'Agata di Puglia (borgo, cinta muraria, torre dei Pronzi)

Dal sito http://rubriche.rtl.it   Dal sito www.apuliatv.it

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)   Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)

«Il sistema difensivo medioevale realizzato a protezione del centro urbano di Sant'Agata di Puglia, consiste in una doppia cinta murata. La prima, di fondazione longobarda, venne eretta a protezione del Castello. La seconda, collegata al castello, venne costruita per difendere da attacchi militari il centro abitato, che lungo il perimetro esterno venne racchiuso. La cinta murata urbana, dalla forma triangolare, era lunga circa 1000 mt e le altezze variavano circa da mt 8 a mt 20; la fabbrica con cui è stata edificata consiste in pietra delle cave locali, malta e blocchi di arenaria, ciottoli dei fiumi Frugno e Speca e da mattoni. Edificata attorno ai secoli XI e XII, la cinta murata urbana proteggeva un determinato numero di case e abitanti, tra cui le chiese di S. Andrea, S. Michele Arcangelo e S. Nicola. Originariamente le porte del paese erano due, Porta S. Angelo verso la Campania (Principato d'Ultra) e Porta Perillo, verso le Puglie (terra di Capitanata), ambedue fortificate e poste ai limiti della direttrice principale che percorreva tutto il centro. A seguito dell'aumentare della popolazione fu aperta un'altra porta principale, Porta Nova, all'esterno della quale, alla fine del 1500, vi era un ospedale, inoltre furono aperte tre portelle: Portella S. Andrea, Portella S. Nicola e Porta La Salvia. Nei punti nevralgici la cinta era rinforzata da torri e bastioni. Le mura sono documentate nell'anno 1443. Molti tratti di mura sono stati inglobati nelle abitazioni durante le fasi di edificazione edilizia. ... La torre è inglobata nell'abitazione di Via Alfieri n. 6, presso il Perillo. Essa è di età medioevale, faceva parte della cinta muraria urbana affiancata alla porta del Perillo. è documentata nel 1754 con il toponimo dì "Torre dei Pronzi". Presenta la pianta circolare; il suo interno è in conci di pietra e la base poggia sul tipico conglomerato roccioso locale. La parte superiore è stata troncata per realizzare il solaio dell'abitazione superiore. ...».

http://www.comune.santagatadipuglia.fg.it/CMpro-p-p-44-page.html (a cura di Pietro Bove)


Sant'Agata di Puglia (castello)

a c. di Luigi Bressan

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)   Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)   Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)


Serracapriola (borgo)

Dal sito kirschbaum-online.de   Dal sito kirschbaum-online.de

«Questo antico borgo, situato sul Tavoliere settentrionale a poca distanza dal mare, è citato per la prima volta nel 1046 come Castellum de Serra. Di fatto Serracapriola sorse attorno ad un imponente castello, di origine medievale, nel tempo ripetutamente danneggiato. Dopo il periodo normanno, il paese venne dato in feudo a diverse famiglie potenti: dapprima agli Sforza, poi ai Guevara, ai D'Avalos ed infine ai Maresca. Prima di pervenire a quest'ultima famiglia, però, Serracapriola venne attaccata e distrutta dai Turchi nel 1566. Un altro triste evento colpì il paese nel 1627, quando la città fu quasi rasa al suolo da un forte terremoto. E' un centro che rimane ancora incontaminato e preservato dagli abituali circuiti turistici, sebbene disti pochi chilometri sia dalle più rinomate località di villeggiatura: Termoli, Isole Tremiti, Lago di Lesina, Pugno Chiuso (Gargano, ecc....). Meriterebbe una visita, se non altro, per quell'aspetto caratteristico che si coglie percorrendo le vie del centro storico e di Piazza Castello. Così come una visita meriterebbe almeno una delle chiese che il paese custodisce: San Mercurio, risalente al XVIII secolo, dove sono conservate antiche tele ed un bellissimo altare ligneo dorato. L'antichità del luogo è infine comprovata dalla presenza, a pochi chilometri dal centro abitato, di un importante villaggio neolitico. Agricoltura e industria del legno sono al centro delle sue principali attività economiche. Il corso Garibaldi e le costruzioni che vediamo oggi sono nate dopo la metà del XVIII secolo in seguito ad un progetto disegnato dal duca dell’epoca che consisteva in un grandissimo viale che somigliasse ai “Campi Elisi” di Parigi. Il “borgo”, come veniva chiamato in passato, doveva essere orientato a nord ed avere come obbiettivo finale l’imbocco in corrispondenza del portale nord del castello. L’idea ambiziosa del duca però non poteva trovare una soluzione migliore dall’attuale (con un orientamento di circa 15 gradi verso nord-ovest), perché la direzione nord desiderata dal duca andava a scendere lungo la valle sottostante. Targhe civiche, ancora ben leggibili, situate ai lati del viale, testimoniano una sorta di taglio del paese in “borgo”. In ogni caso il corso, orgoglio e vanto degli abitanti di Serracapriola, col tempo e con la crescita urbanistica, soppiantò il paese “vecchio” portandosi dietro tutte le attività, artigiane e commerciali, compresa la consueta passeggiata, o “struscio” lungo i suoi settecento metri. Nel 1883 fu eseguita l’intera pavimentazione del borgo ed il suo “arredo” corredandolo di marciapiedi alberati inizialmente da acacie e poi da lecci. Oriente” e “borgo Occidente”, termini ancora in uso nella parlata serrana. ...».

http://residenzagonzagabbserracaprio.beepworld.it/borgoantico.htm


Serracapriola (castello baronale)

redazionale

  

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Gloria Fazia (https://www.facebook.com/gloria.fazia)   La via che conduce al castello vista dall'alto di una delle torri; foto di Gloria Fazia (https://www.facebook.com/gloria.fazia)


Tertiveri (torre)

a c. di Anna Castellaneta


Torremaggiore (castello ducale)

a c. di Antonio Di Cesare


Torri costiere del Gargano

redazionale


Troia (castello d'Oriente, poi convento di S. Domenico)

Dal sito www.teleradioerre.it

«Costruito sulle mura di cinta della città, il Castello è menzionato in una pergamena del 1042. Probabilmente, ingloba la Chiesa e il Convento di San Bartolomeo, poi intitolati a San Girolamo o a San Domenico. Dopo l'abbattimento del 1230, operato da Federico II, il Castello è ricostruito per trasformarlo in monastero benedettino e nel 1312 è affidato ai frati di Montevergine. Nel tempo lo stabile subisce subito gravi rimaneggiamenti, ma conserva ancora l'aspetto di luogo fortificato. Accanto c'era una delle quattro porte d'ingresso alla Città, detta Porta d'Oriente o Porta San Girolamo. Una colonna e un fregio restano murati nella parte posteriore visibile della Chiesa di San Domenico. La Chiesa, con l'annesso Convento ampliato nel 1700, è gestita dai Domenicani sino al 1810, quando le leggi napoleoniche soppressero il Convento. Nel 1842, al Decurionato di Troia è concesso l'insediamento di un Orfanotrofio femminile sotto il titolo di Maria Santissima del Rosario, gestito dalle suore di Carità di S. Giovanna Antida Thouret che ha vita sino al 1977».

http://www.pugliaturistica.it/info.php?user=&pw=&luogo=PGL&cod_luogo=PGLFGTRO00000&cod_pe=1


Troia (castello normanno-svevo demolito negli anni '60)

Archivio del sito

«Non si conosce l’anno della sua costruzione, ma si sa che è realizzato dai Normanni tra la prima e la seconda metà dell’XI secolo. Qui Roberto I, il Guiscardo, (1015-1087), fissa la sede del suo ducato e fa celebrare le nozze di sua figlia. Nel 1082 Ruggero (?-1111) si chiude nel Castello perché minacciato dai Troiani. Il Castello Normanno è rovinato dall’ira di Federico II (1194 -1250) tra il 1229 e il 1230. Si ha notizia del suo riutilizzo solo nel 1617, quando il sindaco F. Ciantro e il mastrogiurato G. Siliceto accolgono i frati cappuccini. I Frati completano “il nuovo monastero su parte delle rovine dell’antico castello, del quale oggi ancora possono notarsi alcune traccia di mura” (N. Beccia). Nel 1964 l’ex convento è abbattuto per far posto allo stabile della Scuola media statale. La Chiesa di Sant’Andrea apostolo in Sant’Anna e parte dei bastioni che danno a sud sono risparmiati dalla frenesia costruttiva degli anni Sessanta».

http://www.pugliaturistica.it/info.php?user=&pw=&luogo=PGL&cod_luogo=PGLFGTRO00000&cod_pe=2


Troia (insediamento murato di Vaccarizza)

Dal sito www.dif.tno.it   Dal sito www.ecole-francaise.it

«A circa 7 Km dalla città di Troia, in località monte Castellaccio, si conservano i resti di un insediamento d’altura, noto dalle fonti, con il nome di Vaccarizza, per una battaglia che vi si svolse agli inizi dell’XI secolo tra Bizantini e Normanni. Questo insediamento fu occupato fra X e XIII secolo e poi definitivamente abbandonato e ciò ha favorito la conservazione nei secoli di parte delle strutture che sono rimaste a vista, come una porzione del circuito murario, o che sono state portate in luce nelle campagne di scavo archeologico condotte a partire dagli anni Ottanta. L’area era occupata da un abitato posto su uno sperone che dominava la valle del Celone, che, nel X secolo, fu interamente circondato da mura dai Bizantini, nell’ambito degli interventi di fortificazione di diversi centri condotti per creare una rete difensiva sul territorio. Sul lato sud-ovest si sviluppava la cittadella bizantina, sede amministrativa e politica di tutto l’abitato, che risultava recintata. Nell’XI secolo i Normanni seppellirono le strutture della cittadella per la realizzazione di una motta, un rialzo artificiale, su cui costruirono il castello, costituito da una torre, con funzione militare, e da un’aula in cui risiedevano i signori, e a cui si affiancava la bassa corte dove erano sistemati la cappella e le strutture produttive. Il complesso fu ristrutturato nel XII secolo poi, nel corso del XIII secolo, tutta l’area fu progressivamente abbandonata, probabilmente perché aveva subito la concorrenza della vicina città di Troia».

http://www.dif.tno.it/rome/guide/it/troia/cosa_vedere/archeologia.asp


Troia (palazzo D'Avalos)

Foto Elisa Liguori, dal sito www.citronet.it   Dal sito www.foggiaweb.it

«Il meraviglioso Palazzo d’Avalos, sede del Museo Civico, del Municipio e del comando di Polizia Municipale, ha una lunga storia. Edificato nel XVI secolo ha subito diversi restauri. Uno dei più importanti nel 1643 per opera di Francesco d’Avalos, principi di Troia fino a tutto il 1700. Nel secolo scorso invece due volte negli anni Cinquanta ed infine Novanta. Si accede al suo interno attraverso un sontuoso portale liteo affiancato da colonne corinzie su basamento e sormontato da tre stemmi araldici in pietra uno raffigurativo della città ai lati quelli della famiglia d’Avalos. Molto interessante il cortile interno e l’Aula Consigliare sita al primo piano, dove si può ammirare anche una piccola Cappella e la Sala dei Cesari».

http://www.montidauniturismo.it/jsps/10/Home/11/MENU/154/Da_fare_e_da_vedere/70...


Vico del Gargano (castello, cinta muraria, torri)

Dal sito www.viaggiareinpuglia.it   Dal sito www.puntodistella.it

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)

Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)   Foto di Vincenzo Zito (https://www.facebook.com/vincenzo.zito.946)

  --  Foto di Eleonora Zaccaria (https://www.facebook.com/eleonora.zaccaria.7)

«Il castello. Nella sagoma quadrilatera del castello moduli architettonici diversi evidenziano tempi, funzioni e culture artistiche che si succedono, dai Normanni agli Aragonesi. Motivi di difesa sono alla base del primo impianto del complesso, che in età sveva assume gli ideali residenziali di una domus solaciorum, di una dimora signorile per gli svaghi di cortigiani e forse anche dello stesso imperatore Federico II. Questi, nel 1234, aveva dato in dote alla terza moglie, Isabella d'Inghilterra, Vico e i paesi garganici compresi nell'Honor Montis Sancti Angeli. Il nucleo più antico del castello si sviluppa sull'asse NE-SE, chiuso agli angoli da torri quadrate. Quella di NE si eleva su di una scarpa di base a blocchi sagomati e smussati, evidenziata da un costolone marcapiano; l'altra di SE culmina con un'elegante bifora, descritta da A. Haseloff ("un capitello a foglie piatte e grossi bulbi obliqui"), e con l'originaria merlatura. Quasi a rinsaldare quest'ultima slanciata struttura angolare, un bastione circolare di fortificazione, la cosiddetta torre maestra, ricorda il periodo aragonese. E gli adattamenti per bocche di fuoco, accanto alle balestriere, riportano al ricorrente dramma della guerra, all'assedio e al cannoneggiamento di Vico nel 1529, da parte degli Spagnoli. Nella quotidianità di oggi il castello rimane un simbolo, dominante sulla composizione urbanistica del paese. Muri incrostati di storia, volte a crociera, portali sfidano ancora il tempo e conservano il segreto di eventi che nessun archivio ha raccolto».

«La cinta muraria. Nel 1292 Teodisco de Cuneo maestro dei balestrieri, uomo d’armi, provvede Vico di un organizzato sistema di difesa con una superba cinta muraria guarnita di circa venti torri. Questa la descrizione che se ne fa nella Relazione d’apprezzo del Feudo di Vico: "La maggior parte di essa che forma il pieno di detta terra sta racchiusa da mura ad uso di fortelizio, ripartito di quando in quando da torri rotondi e quadre, mercé dei quali mura non si permette altro ai cittadini, che l’entrare ed uscire a detta terra per una sola porta, della quale ne tiene il dominio la Casa Marchesale, e questo ad oggetto di impedire qualche incursione dei Turchi che per l’addietro si dice essere giunti fino al recinto di detta terra, per la qual causa nacque l’uso di farsi eliggere dal Barone una persona sotto nome di Camberlengo, affinché invigilasse all’apertura e chiusura di detta porta, e di camminarsi la notte con suoi Giurati e Soldati e ritrovando persone fuori delle loro case da due ore di notte in avanti dopo li tocchi della campana, può quelli carcerare, e n’esigge la pena la Casa Marchesale ducati 6".

https://it.wikipedia.org/wiki/Vico_del_Gargano#Architetture_militari


Vico del Gargano (palazzo Della Bella)

Dal sito www.dlf.it/vicodelgargano   Dal sito www.guida-gargano.it

L'elegante sagoma della costruzione signorile introduce a Vico, all'aprirsi del secolo XX, una parentesi "fiorentina". Voluto da D. Ignazio Della Bella, il progetto, che si ispirava al modello trecentesco di Palazzo Vecchio, si collocava nella corrente neo-gotica. Su due piani scanditi da cornici marcapiano e coronati da una merlatura a coda di rondine, presenta due corpi di fabbrica lungo Salita Della Bella e due antiche torri circolari. Sul sito dell'originaria torre d'angolo, di cui la famiglia Della Bella conserva documentazione fotografica, svetta oggi l'imponente torre, allungata da due bifore e coronata da ballatoio e merli guelfi (la merlatura del palazzo vichese inverte i tipi rappresentati in Palazzo Vecchio). Pure il corpo di fabbrica parallelepipedo, verso la chiesa di San Giuseppe, sembra, infatti, richiamare una preesistente torre, di cui il progettista volle forse conservare l'idea».

https://it.wikipedia.org/wiki/Vico_del_Gargano#Palazzo_Della_Bella


Vieste (borgo medievale)

Dal sito www.garganonline.net   Dall'archivio del sito

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)

«Il Centro abitato di Vieste è antichissimo. ... In età classica, assunse una piccola strutturazione urbana con mura di cinta e al suo interno vi troviamo il centro antico, che si presenta raccolto sulla groppa del costone che sale da sotto la Basilica con cattedrale fino al Castello ed è delimitato dal mare lungo due lati e da un muro di cinta che a tratti si estende dal Castello al baluardo della punta di San Francesco. Dopo il dedalo di viuzze del centro storico ci si imbatte nella penisoletta di San Francesco su cui si erge l'omonimo antico convento e l'annessa chiesa. Fonti storiche riportano che nel 1438 due coniugi Patrizi viestani, Algragio e Narda, fondarono e donarono a proprie spese un monastero di suore Clarisse sotto il titolo di S. Caterina d'Alessandria. Il monastero durò pochissimo tempo. Forse andò distrutto già nel 1480 in seguito all'invasione di Bassà Acomatte Pascià o più probabilmente restò incenerito nel 1554 in seguito alla feroce distruzione di Vieste operata da rais turco Dragut. In ogni caso, dopo il 1554 fino al '600 inoltrato non abbiamo più notizie dell'antico monastero. Il convento fu soppresso per ordine di Giocchino Murat nel 1809 ... Attraverso linde stradine, si scende alla “Chianghë Amérë” ( la tradizione popolare vuole che durante il saccheggio di Dorghutré-is (1554), gli inabili e i vecchi che non potevano essere trasportati e venduti come schiavi furono trucidati dai turchi su di una roccia, che prese il nome “Chianghë Amérë” cioè pietra amara. Appena furono aperte le porte: pirati irruppero forsennati nelle vie, abbatterono le mura, saccheggiarono case e chiese. Vecchi, donne, bambini furono torturati e trucidati senza pietà: la Chianca Amara, tra il bagliore delle scimitarre, rosseggiò orribilmente di sangue, che fluì come torrente nelle vie cittadine, mentre giovani e le ragazze incatena: venivano trascinati sulle navi e fatti oggetto di commercia e di schiavitù. Da qui proseguendo si arriva nella pittoresca piazzetta Petrone, da cui si ammira lo spettacolare scenario della costa Viestana fino a Testa del Gargano, folta di verdi pinete. In tutto il centro antico troviamo archi medievali che racchiudono le piccole vie, dove un tempo vi erano ghetti di artigiani e commercianti ebrei, oggi come allora questi piccoli ghetti sono stati occupati da graziosi negozi artigianali che in estate richiamano numerosi visitatori».

http://www.vieste.it/centro_storico_vieste.htm


Vieste (castello)

a c. di Luigi Bressan


VIESTE (torre di Campi)

Foto di Severino Carlucci, dal sito www.ifontanaritorremaggioresi.com, a c. di Fulvio De Cesare   Foto di Severino Carlucci, dal sito www.ifontanaritorremaggioresi.com, a c. di Fulvio De Cesare

«Posta a guardia della sottostante baia omonima, Torre di Campi sorge su un piccolo promontorio roccioso. La baia, originatasi per l’apporto di detriti da parte dei grandiosi valloni provenienti dai rilievi di S. Tecla, è chiusa all’orizzonte dal grande scoglio dell’isola di Campi. La spiaggia di Campi, lunga circa 800 m, è formata da ciottoli e presenta un fondale alto. Stupenda e selvaggia, Campi non ha stabilimenti a deturpare l’equilibrio naturalistico. Nell’entroterra si estende la tenuta di Pugnochiuso e riserva faunistica di S. Tecla, dove vivono in uno stato di semicattività cervi, mufloni, daini, cinghiali e altri grandi erbivori. è forse questo l’ultimo angolo del Gargano nel quale le grande foreste di faggio della Foresta Umbra conservano una continuità di vegetazione spontanea sino all’orizzonte delle pinete costiere e delle bianche falesie. La torre fu edificata intorno al XVI secolo secondo lo schema tipico del tardo periodo vicereale con un massiccio corpo tronco piramidale dalle pareti lisce, piccolissime aperture, l'ingresso sopraelevato sul lato a monte raggiungibile tramite una ripida scala in pietra».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


VIESTE (torre di Porto Greco, già dell'Aglio)

Foto di airfranz, dal sito http://rete.comuni-italiani.it   Foto di Severino Carlucci, dal sito www.ifontanaritorremaggioresi.com, a c. di Fulvio De Cesare

«La Torre Porto Greco (anticamente Torre dell'Aglio) venne costruita nel 1568 ed è la sesta torre costiera appartenente al territorio della Capitanata. Ecco la descrizione 26 anni dopo la sua costruzione, tratta dal manoscritto di Carlo Gambacorta "Visita delle Torri di Capitanata nel mese di dicembre 1594": "Questa sesta Torre de l'Aglio in territorio di Vesti è ben collocata di buona fabbrica, e guarda due cale da l'una, e l'altra parte. Ha corrispondenza con la Torre della Testa verso Tremiti, e con nessun altra. Bisogna dui smerigli. S'ha da buttar lastrico alla piazza di sopra, e farci le lamiole che ci vorrà ducati trenta." Secondo alcuni autori del Settecento venne innalzata nel 1568 in sostituzione della precedente di epoca toledana. Nel 1685 la torre "ha bisogno di lamia di sopra, di due astrichi e cisterna". Di dimensioni contenute e posta in altura a oltre cento metri sul livello del mare, non presentava caditoie. Attualmente in discreto stato di conservazione, appartiene al complesso turistico "Pugnochiuso", ed è possibile arrivarci solo percorrendo la strada privata del noto centro turistico, accessibile dalla SP 53. ...».

http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Porto_Greco


VIESTE (torre di Porto Nuovo)

Dal sito www.viestedoc.it   Dal sito www.viestedoc.it

«La Torre di Portonuovo si trova in posizione leggermente elevata sulla pianeggiante omonima spiaggia. Di fronte alla spiaggia si staglia all’orizzonte la sagoma inconfondibile dello scoglio di Portonuovo, un isoletta rocciosa dal profilo morbido e arrotondato, che presenta vegetazione erbacea. Sulla spiaggia durante le stagioni meno calde si creano ambienti palustri nei quali è possibile osservare uccelli acquatici di passo. La torre fu edificata intorno al 1568, a diretto contatto visivo con la torre Gattarella che sorge sul promontorio a sud. Il manufatto, costruito con conci di pietra a vista, ha i caratteri tipici del periodo vicereale: pianta quadrata, corpo tronco piramidale, finestre piccolissime, ingresso sulla parete a monte. Era dotata in origine di apparato a sporgere, elemento tipico di questo genere di fortificazione, oggi distrutto, la cui esistenza è attestata da alcune tracce ancora visibili sulla muratura. La torre ha perso negli anni anche la sua copertura originaria».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


VIESTE (torre Gattarella)

Dal sito www.visititaly.it   Dal sito www.viestedoc.it

«Posta su un promontorio roccioso, a 64 m. di altitudine e in posizione panoramica, la Torre Gattarella domina dall’alto sulle coste rocciose a sud e la spiaggia di Portonuovo a nord. La torre si trova a diretto contatto visivo con la torre di Portonuovo a nord e con la torre di San Felice a sud. L’edificio è in pessimo stato di conservazione, praticamente ridotta a rudere. Si può comunque riconoscere lo schema tipico delle torri del tardo periodo vicereale (seconda metà del XVI secolo): pianta quadrata, massicce pareti di conci di pietra inclinate a scarpa, piccolissime aperture. Come altre torri coeve, fu realizzata senza apparato a sporgere, tipico elemento di difesa: poiché era necessario procedere con rapidità ed in economia al completamento della cinta difensiva, si attribuì alle torri il ruolo di punti di avvistamento piuttosto che di difesa. La tabellonistica del parco rende semplice l’individuazione della torre».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


VIESTE (torre Papagno)

Foto di Severino Carlucci, dal sito www.ifontanaritorremaggioresi.com, a c. di Fulvio De Cesare   Foto di Severino Carlucci, dal sito www.ifontanaritorremaggioresi.com, a c. di Fulvio De Cesare

«Posta a circa 200 m dalla linea di battigia, Torre Papagno è una torre ottocentesca, recentemente ristrutturata ed adibita a struttura ricettiva. L’edificio storico è posto in posizione centrale rispetto alla spiaggia di S. Lorenzo e a circa un chilometro dal centro urbano di Vieste. L’edificio è costituito da due piani con una torretta fortificata».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


VIESTE (torre Porticello)

Dal sito http://m.turismovieste.it   Dal sito www.sea-seek.com

«Torre Porticello è posta ad occidente e a breve distanza dall’abitato di Vieste. L’edificio fortificato si trova su un basso promontorio roccioso in prossimità dello sbocco del canale delle Molinelle. Dalla sua posizione domina la spiaggia di Scialmarino ad ovest e le coste rocciose e la spiaggia di San Lorenzo ad est. Poco distante si trova un insediamento dell’età del bronzo e i resti dell’antica struttura portuale. A circa un chilometro di distanza si trova invece l’area archeologica della miniera di selce della Defensola. La torre fu edificata intorno al 1568 secondo lo schema tipico dell'epoca vicereale: a pianta quadrata, con lisce pareti in pietra inclinata a scarpa, piccolissime aperture ed un ingresso sopraelevato raggiungibile tramite una scala. La parte che attualmente sovrasta l'originario cordolo di coronamento è un'aggiunta posteriore che ha modificato le proporzioni iniziali del manufatto. Come altre torri risalenti alla stessa epoca è priva di apparato a sporgere, elemento tipico delle strutture fortificate. A breve distanza dalla torre si possono osservare i resti del trabucco omonimo».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


VIESTE (torre Preposti, torre di Pugnochiuso)

Dal sito http://listoflights.org   Archivio fotografico fotogramma, Bari, dal sito www.ambienteambienti.com

«Torre Preposti rappresenta il faro più orientale d'Italia, costruito nel 1946 sulla preesistente antica torre d’avvistamento del 1500. La sua luce segnala la punta del promontorio pugliese del Gargano. Da più di cinquant'anni, dal tramonto all'alba è una preziosa guida per i marinai che navigano in questa parte del Mar Adriatico. Il faro è alto 62 metri dal pelo dell'acqua, la sua portata può arrivare anche a 60 chilometri di distanza. A Torre Preposti l’ingresso è vietato: la costa rocciosa dal lato del mare e un recinto spinato tutt'intorno ne segnano il limite invalicabile, perché la zona è territorio militare. A ridosso della lanterna c'è un edificio bianco adibito a residenza del guardiano del faro. In verità il faro segna un record in Italia. Infatti per quasi vent’anni ha ospitato l'unica donna farista d'Italia, assunta al Ministero della Difesa nel 1976. L’area rientra nella riserva di Pugnochiuso e non mancano passaggi di cinghiali e mufloni. La torre-faro domina la sottostante baia della Pergola, una sorta di stretto e corto fiordo intagliato nella falesia. La spiaggia è costituita da una piccolissima lingua di ciottoli accessibile tramite una stradina dalla strada Provinciale Vieste Mattinata. Non vi sono stabilimenti balneari e l’accesso è totalmente libero. Il fondale, proseguendo la linea della falesia è profondo».

«Torre di Pugnochiuso è inserita nell’omonimo complesso realizzato dall’ENI negli anni ’60. La torre era posta a guardia della sottostante spiaggia di Porto Piatto. Oggi la spiaggia e la torre sono accessibili solo attraverso la struttura ricettiva di Pugnochiuso. La spiaggia è accessibile anche via mare, ma è data interamente in concessione alla struttura ricettiva. La spiaggia è molto piccola, ma molto suggestiva sia per la forza della falesia che per la ricca vegetazione spontanea presente. Presenta fondale alto ed arenile ghiaioso. La torre è in collegamento visivo con la Torre di Porto Greco e la Torre Preposti, oggi adibita a faro. La torre fu edificata intorno al XVI secolo secondo lo schema tipico del tardo periodo vicereale con un massiccio corpo tronco piramidale dalle pareti lisce, piccolissime aperture».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


VIESTE (torre San Felice)

Dal sito www.visititaly.it   Torre San Felice, dal sito www.moveaboutitaly.com

Le foto degli amici di Castelli medievali

Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)   Foto di Lucia Lioi (https://www.facebook.com/lucia.lioi)

«Nonostante sia stata rimaneggiata più volte la Torre S. Felice è certamente una delle torri più note e fotografate del Gargano. L’arcano è presto svelato con una breve visita: l’edificio domina gli articolati merletti di questa costa rocciosa consentendo tra gli altri la vista del famoso architiello omonimo (un arco di pietra residuo del crollo di una preesistente grotta costiera). Torre S. Felice è anche a guardia di Testa del Gargano, il punto più orientale del promontorio, proteso verso le isole della Dalmazia. A testimonianza di questa affermazione ci sono le bancarelle che in tutte le stagioni stazionano in prossimità della torre certo del suo potere di attrazione verso potenziali clienti. La torre fu edificata intorno al 1568 e la sua presenza in prossimità della Testa del Gargano è riportata nella cartografia antica. Fu eretta secondo lo schema tipico del tardo periodo vicereale con un massiccio corpo tronco piramidale dalle pareti lisce, piccolissime aperture, l'ingresso sopraelevato sul lato a monte raggiungibile tramite una ripida scala in pietra. Recenti lavori di ristrutturazione e la sopraelevazione con tetto a falde ha modificato il profilo originario della torre e cancellato ogni traccia del coronamento e dell'eventuale apparato a sporgere. È pero ancora possibile individuare l'antico coronamento al termine delle pareti inclinate».

http://www.parcogargano.gov.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17308&idCat=17842&ID=18221


VIESTE (torre Silvana)

Dal sito www.tripadvisor.it   Dal sito www.torresilvana.it

«Posta su un promontorio in posizione panoramica a circa 1500 mt. da Vieste, la torre Silvana oggi ridotta a rudere, segue lo schema tipico delle torri del tardo periodo vicereale (seconda metà del XVI secolo): pianta quadrata, massicce pareti di conci di pietra inclinate a scarpa, piccolissime aperture. Come altre torri coeve, fu realizzata senza apparato a sporgere, tipico elemento di difesa: poiché era necessario procedere con rapidità ed in economia al completamento della cinta difensiva, si attribuì alle torri il ruolo di punti di avvistamento piuttosto che di difesa. Fu utilizzata anche come punto di dogana per controllare le merci dei contadini: olio , vino, grano, mandorle, polli, frutta e verdura. Fu abbandonata poi per quasi 3 secoli, per poi essere abitata da monaci dal 1843 al 1900. In seguito fu venduta a privati».

http://www.viestedoc.it/viesteTorreSilvana.htm


Volturara Appula (palazzo ducale dei Caracciolo)

Dal sito www.volturara.it   Dal sito www.ebay.it

«Tra le architetture storiche che raccontano il passato del Borgo di Volturara è da ricordare il Palazzo Ducale, costruzione fortificata risalente al XVI secolo, edificata su un precedente fortilizio, che nel corso del tempo, in seguito a numerosi rimaneggiamenti, ha celato le finalità difensive tra le architetture di residenza nobiliare. Per molto tempo è stato proprietà della famiglia Caracciolo».

http://www.montidauniturismo.it/jsps/10/Home/11/MENU/154/Da_fare_e_da_vedere/70...


Volturino (borgo medievale di Serritella)

Dal sito www.sipuglia.com   Dal sito www.flickr.com

«Unico avanzo del medievale borgo di Serritella resta la chiesa dedicata alla Natività di Maria. Del borgo, che sorgeva sulla piana a oriente di Volturino, si hanno notizie che risalgono all'inizio di questo millennio. Nel sec. XII fece parte, insieme ad Alberona ed altre terre, del vasto feudo dei Cavalieri Templari. Questi vi costruirono un monastero fortificato con annesso ospizio per i pellegrini. Poi i Templari, come si sa, nel 1312, per la cupidigia di Filippo IV il Bello re di Francia e la condiscendenza del papa Clemente V, furono soppressi, i loro beni confiscati; molti Cavalieri, a cominciare dal loro Gran Maestro Giacomo di Molay, dopo processi sommari furono messi a morte. Già dal 1307 in Francia e nei paesi politicamente dipendenti da essa i beni dei Templari erano stati confiscati. Dopo vicende alquanto confuse, il territorio della Serritella, all'inizio del sec. XIV, finì unito a quello di Volturino di cui da allora seguì le sorti. L'abitato cominciò a svuotarsi quando, verso il 1324, divenne terreno di razzia di un superstite gruppo di Saraceni ancora esistente a Lucera. Nel 1458 le milizie di Ferdinando I d'Aragona, poiché Volturino, partigiana di Giovanna d'Angiò, aveva resistito ai ripetuti assalti, si vendicarono mettendo a ferro e fuoco tutta la zona e ciò che restava del borgo della Serritella. L'abbandono definitivo fu consumato lungo il sec. XV. Gli immensi cumuli di pietre, insieme alla chiesa, sono i muti testimoni di così drammatica vicenda. ...».

http://www.sipuglia.com/scheda_itinerario.php?id_prodotto_itinerario=264


Volturino (palazzo Ducale)

Foto di Orsoyoghurt, dal sito www.comune-italia.it   Dal sito www.incomingpuglia.com

«Tra le antiche architetture che raccontano la storia di Volturino si può ammirare il Palazzo Baronale con un prezioso portale. Palazzo appartenuto alla nobile famiglia dei Montalto, la cui presenza è testimoniata dai molteplici stemmi che arricchiscono architravi dei portali e delle architetture interne. Si accede al palazzo da un cortile coperto e le piccole gradinate laterali portano al piano superiore, sicuramente adibito a suo tempo a dimora della nobile famiglia».

http://www.montidauniturismo.it/jsps/10/Home/11/MENU/154/Da_fare_e_da_vedere/70...


Zapponeta (palazzo baronale Zezza)

Dal sito www.zapponeta-fg-patrimonioculturale.it

«Quando nell’antichità Siponto era il porto di Arpi, sempre sul mare ma un po’ più a sud, sorgeva Salapia vicino all’attuale cittadina di Zapponeta. Ma i primi insediamenti urbani del piccolo borgo tra Manfredonia e Margherita di Savoia, si ebbero nel 1768, quando il villaggio di Zapponeta nacque grazie al barone Zezza, padrone del feudo della zona, il quale incoraggiò i contadini del luogo a stabilirsi nella valle dove essa è locata. Una via del piccolo centro dauno ricorda il suo fondatore, il barone Michele Zezza per l’appunto, che all’epoca fece costruire, interamente in pietra, il primo palazzo, chiamato “Posta Zezza”, ed in seguito anche la Chiesa di San Michele Arcangelo ed alcune case in quel luogo. ...».

http://www.viaggiareinpuglia.it/at/2/castellotorre/3366/it/Bastione-di-San-Giacomo-


Zapponeta (torre Rivoli)

Foto E. Tiberio, dal sito www.zapponeta-fg-patrimonioculturale.it   Dall'archivio del sito

«La Torre di Rivoli (anticamente di Rigoli) venne costruita nel 1568 ed è la prima torre costiera appartenente al territorio della Capitanata. Ecco la descrizione 26 anni dopo la sua costruzione, tratta dal manoscritto di Carlo Gambacorta "Visita delle Torri di Capitanata nel mese di dicembre 1594": "Questa prima Torre detta di Rigoli in territorio di Manfredonia sta distante dalla Torre della Preta verso Bari otto miglia, e dal Castillo di Manfredonia verso Tremiti dieci miglia. È ben collocata, e di buona fabbrica. Ha corrispondenza con detta Torre della Preta, e verso Tremiti con lo castillo di Manfredonia, e la Torre de monte sarracino 14 miglia distante. Bisogna un mascolo per dare avviso che con doi archibuggini non bastano. È necessario far la camisa all'astraco della piazza scoverta, et intonicar la cisterna che ci vuole di spesa la somma di docati trenta". Costruita nel 1569, risulta nell' "Atlante delle Locazioni" di Antonio e Nunzio di Michele completato intorno al 1700. Nel 1685, dalla relazione dell'ingegnere Onofrio Papa, si apprende che "necessita alli due artiglierie resarcire le Muraglia, e parapetti, accomodare la cisterna e garrina e la scala di fuora a guarda ponte". È tra le più grandi e meglio conservate torri garganiche, con cinque caditoie e proporzioni simili alla Torre Mileto».

http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Rivoli


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