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MESAGNE, CASTELLO

a cura di Giovanni Membola

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Visione d'insieme del castello.

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Mesagne  Mesagne  Come arrivare

 

Visione d'insieme  Esterno, particolare  Esterno da piazza Orsini  Torre  Torre e arcate

 

Ingresso  Portale principale  Corte esterna  Pianta di Mesagne del 1596 dal manoscritto di Cataldantonio Mannarino (1568-1621) conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli dal titolo "Memorie storiche di Mesagne"


Epoca. XI secolo.

Conservazione: dal 1995 la struttura è interessata da lavori di restauro.

Come arrivarci. Il castello è al centro della città di Mesagne, facilmente raggiungibile da Brindisi (15 km circa) percorrendo la strada statale 7 in direzione Taranto.

   

Cenni storici.

Le testimonianze certe sulla realizzazione del castello di Mesagne risalgono all'inizio dell'XI secolo, quando, con la riconquista normanna della Puglia, Roberto d'Altavilla detto il Guiscardo eresse un castrum a difesa della città (1062-1063).

Si ipotizza comunque che già durante il periodo dell'occupazione bizantina vi fosse la presenza di una fortificazione per il controllo del territorio.

Il termine castrum era sinonimo non solo di "luogo fortificato", ma anche di "centro giurisdizionale, militare, economico, religioso…".

Intorno al 1430 il castello fu completamente ristrutturato da Giovanni Antonio Orsini del Balzo al quale si devono la base della torre e le due torrette di rinforzo adiacenti.

Una importante planimetria del 1592 dello storiografo Cataldo Antonio Mannarino mostra come l'Orsini sistemò la torre e la cinta muraria con ventidue torrette.

Ulteriori modifiche furono apportate nella prima metà del XVII secolo, ad opera del principe di Mesagne Giovanni Antonio Albricci, e nel 1750 quando per riparare i danni subiti dal terremoto del 20 febbraio 1743, il marchese Barretta, feudatario dell'epoca, fece abbattere muri pericolanti, modificare le finestrature della torre e aprire le otto arcate della zona al primo piano a settentrione.

Il terremoto distrusse parzialmente anche il "Polledro", un'antica torretta che sovrastava il torrione principale, che pertanto fu abbattuta.

Nel XVII e XVIII secolo furono apportate ulteriori modifiche, le famiglie dei marchesi Imperiali prima e dei Granafei successivamente, rimaneggiarono la costruzione per adibirla a propria abitazione.

Nel 1973 il castello diviene proprietà del Comune di Mesagne, che nel 1995 avvia dei lavori di recupero e restauro.

  

Descrizione. 

Il castello si presenta in due nuclei principali. Il più antico è rappresentato dal torrione a pianta quadrangolare, alto 22 metri, che è uno dei punti più alti della città, sul quale sono presenti caditoie (utili all'epoca per lanciare le pietre ed olio bollente) e le quattro guardiole angolari. L'interno è sviluppato su tre livelli, collegati con scala a chiocciola, al piano terra vi sono sei piccoli vani collegati da piccole porte nel quale spiccano gli antichi e caratteristici camini. Qui sono visibili le feritoie, un pozzo di acqua sorgiva, un servizio igienico e le scale per accedere agli ambienti sottostanti, dove erano ubicate le prigioni.

L'altro nucleo è rappresentato dagli ambienti a piano terra e del primo piano, collegato alla torre dal vano a pianta rettangolare con volta a botte, attualmente destinato ad auditorium.

Nei pressi di questo locale vi sono le scale che permettono di accede alle cisterne sotterranee, una volta utilizzate come deposito dell'olio prodotto nei numerosi frantoi del centro storico

Nella corte interna si possono apprezzare i portali bugnati ad arco a tutto sesto, e da qui è possibile accedere alla zona superiore esterna relative al giardino pensile, con una vista suggestiva del castello e delle zone prospicienti.

La stanze del piano terra ospitano l'interessante museo archeologico "Granafei", con tombe messapiche, mosaici e numerosi ritrovamenti di epoche diverse. Le stanze al primo piano non sono attualmente visitabili.

Sull'ingresso principale del castello sono visibili il bel portone ligneo e sulla destra le due archibugere, le antiche bocche di fuoco. Molto probabilmente qui era posizionato un ponte levatoio, che permetteva l'ingresso al castello dal fossato (oggi non più visibile) profondo due metri e largo nove.

Dalla vicina piazza Orsini del Balzo è visibile la parte meridionale del castello, con i finestroni decorati del settecento.

   

Per saperne di più. 

L'ingresso al castello è a pagamento (2 €uro a persona - 1 €uro per le scolaresche) ed è consentito dal martedi al sabato dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 17.30 alle 20.30. La domenica ed i festivi l'apertura è dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 17.30 alle 20.30.

Le visite sono guidate sia all'interno del castello che al museo. Inoltre il centro storico della città di Mesagne, con i suoi suggestivi edifici e le splendide facciate delle chiese, rappresenta la massima espressione dello stile barocco di tutta la provincia di Brindisi.

Numeri telefonici utili: Castello: 328.6655300; Ufficio Cultura: 0831.735199; Pro-Loco: 0831.738675.

   

Bibliografia:

Rosario Jurlaro, Storia e cultura dei monumenti brindisini, Edizione Amici delle Biblioteca Arcivescovile " A. De Leo", Brindisi;

Benita Sciarra, Guida per Brindisi e provincia, Neri Pozza editore;

Alessia Galiano, testi pubblicati su guide storico-turistiche sulla città di Mesagne.

   

Siti di riferimento: www.comune.mesagne.br.it

www.brindisiweb.com/mesagne.htm


Museo Civico "U. Granafei" di Mesagne. Banca dati

   

   

©2002 Giovanni Membola; foto di Carmelo Montanaro e Giovanni Membola (tranne le prime due). Aggiornamento redazionale 2009.

    


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