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BARLETTA, CASTELLO

foto a cura di Luigi Bressan; testo di approfondimento di Alberto Gentile

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Uno dei caratteristici bastioni angolari del castello (foto dal sito stupormundi.it).

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Pianta del castello  Veduta aerea del castello  Veduta aerea del castello, ai margini del borgo medievale  Il castello e il porto  Il castello e il porto  Il castello e il porto  

 

 Il ponte in pietra che conduce all'ingresso  Il ponte e il fossato  Il ponte e un bastione angolare a punta  Ingresso del castello  Uno dei bastioni angolari in una foto d'epoca  Il castello in una foto d'epoca

 

Lo scenografico cortile quadrato  Particolare del cortile  Particolare del cortile  Particolare del cortile  Sugli spalti del castello  Rampa di gradini verso il piano superiore

 

Vano interno del pianoterra  Vano interno restaurato e destinato ad attività culturali  Locandina del film sulla Disfida di Barletta tratto dal romanzo di D'Azeglio su Ettore Fieramosca

 


Testo di approfondimento. 

Il castello di Barletta fu costruito molto probabilmente nel periodo normanno, e appare per la prima volta in un documento del 1202. L'intervento di Federico II di Svevia è testimoniato dal corpo di fabbrica posto sul lato sud con due finestre che recano scolpite nelle lunette l'aquila imperiale che stringe tra gli artigli una lepre, motivo ricorrente nel repertorio iconografico svevo. Questo castello venne danneggiato nel 1203 dagli stessi cittadini che l'assediarono per scacciarne un castellano filo-papale. Nel 1228 l'imperatore vi tenne la famosa Dieta in vista della partenza per la crociata.

Ampie testimonianze si hanno, invece, dell'intervento angioino: i lavori, decisi da Carlo I nel 1269, si protrassero per diversi anni, fino al 1291, e videro l'intervento dell'architetto regio Pierre d'Angicourt, lo stesso che ampliò il castello di Lucera. In questa occasione si ristrutturarono il corpo di rappresentanza regia ed il palazzo, si costruì la cappella e si rafforzò militarmente il complesso costruendo una cinta muraria con una torre rotonda posta ad angolo. 

Gli Aragonesi intervennero tra il 1458 ed il 1481, rafforzando la cinta muraria e successivamente, per ordine di Carlo V, il castello assunse la configurazione ad impianto simmetrico con quattro bastioni angolari a lancia ed aperture di fuoco disposte radialmente e lungo le cortine, adeguandosi ai canoni di fortificazione dell'epoca. Il progetto è attribuito all'ingegnere militare Evangelista Menga. 

Venne rinforzata la zona verso la città, più esposta a possibili attacchi, si intervenne sul lato di levante, sullo spigolo sud-est e sulle cortine murarie. A questa fase dei lavori fa riferimento la lapide posta sull'ingresso del castello, sormontata dallo scudo di Carlo V e recante la data 1537, interpretata erroneamente come la data di completamento dell'edificio, che tale non può considerarsi valutando i tempi di costruzione che la mole del castello richiedeva. Tra il 1552 ed il 1559 i lavori riguardarono essenzialmente le opere di difesa.

Altri interventi si sono susseguiti nel corso dei secoli fino ai recenti lavori di restauro, iniziati nel 1970 e conclusisi da poco. Il risultato di questi lavori offre la possibilità di riuso del castello sia come centro culturale. È stato realizzato un lapidarium, una esposizione permanente di armi ed oggetti dell'antico artigianato, uno spazio destinato alle mostre temporanee, una sala convegni con relative attrezzature, una sala di rappresentanza del Comune, una esposizione di alcuni fondi pittorici importanti del Museo Civico, la sede dell'Azienda di Soggiorno e Turismo e, infine, la Biblioteca Civica.

Per quanto riguarda la sua struttura notiamo che l'ingresso è collocato sulla cortina meridionale alla quale si accede tramite un ponte in muratura. Nell'androne una porta a sinistra conduce all'antica sede del corpo di guardia, quella di destra porta alla cappella nella quale erano sepolti i castellani.

Tale androne introduce allo scenografico cortile quadrato, dal quale, attraverso un'elegante scala, si arriva al piano superiore, mentre un'altra rampa conduce sugli spalti (la lieve pendenza consente la salita anche ai mezzi per la difesa). Di eccezionale sontuosità sono i numerosi locali che nei secoli imperatori, re e grandi dignitari: ampi anche i sotterranei che corrono sotto i bastioni. All'interno di ogni puntone si allargano imponenti casematte circolari con volte a calotta e foro centrale con la funzione di sfiatatoio per il fumo delle cannoniere.

   

   

©2002 ss. Alberto Gentile (il testo è stato pubblicato nel sito www.stupormundi.it/it/barletta)

   


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