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pag. 81 - a c. di R.L. |
IL FALSO STORICO DEL "FALSO STORICO DELLA CATTEDRALE DI FOGGIA"
Pubblichiamo qui di seguito un articolo, dal titolo "Il falso storico della Cattedrale di Foggia", apparso sulle pagine 1-2-3 di un quotidiano foggiano il 15 settembre 2007 [non lo citiamo, così come qui non citiamo né il nome di L.S., il cultore di storia autore dello scoop, né quello del giornalista autore dell'articolo: almeno sulle loro identità, stendiamo un velo pietoso]. Vi si sostiene una teoria (definita addirittura "una bomba") che assolutamente NON condividiamo, e che probabilmente avrebbe avuto bisogno, nelle stesse pagine, dell'intervento di qualcuno (magari lo stesso giornalista autore dell'articolo e dell'intervista) che riconducesse i presunti misteri alla razionalità del dato storico e scientifico.
Al lettore
che segua costantemente questa rubrica e il nostro sito, non c'è bisogno di
aggiungere altro. A lui il compito di ragionare e individuare i punti in cui la
teoria esposta nelle righe che seguono si rivela storicamente infondata. Al
lettore occasionale, invece, non possiamo che consigliare di consultare
qualunque manuale di storia e/o di metodologia della ricerca storica che insegni
come si dimostra un falso storico e come si formulano tesi e dimostrazioni. Un
esempio tra i tanti: il cultore di cui si parla nell'articolo, per dimostrare
che la cattedrale foggiana è in realtà non una chiesa ma un
"residuo" del Palazzo imperiale foggiano di Federico II di Svevia,
sostiene che «Il piano “superiore”
della Cattedrale presenterebbe caratteristiche diverse da quello inferiore non
perché restaurato a seguito del terremoto del 1731, ma perché creato ex novo
sopra una
Resta il problema di come sia possibile trasformare una serie di problemi storici in una serie di misteri, e una notizia in uno scoop: ma qui, su questo piano, ognuno deve fare i conti con la propria cultura, se vuol comprendere la differenza tra svelare un falso storico o, al contrario, addirittura crearlo, come in questo caso.

La Cattedrale di Foggia come si presenta oggi.
IL FALSO STORICO DELLA CATTEDRALE DI FOGGIA
«Affreschi sotto
l’intonaco delle pareti interne della Cattedrale. Opere di carattere non
religioso che testimonierebbero che la Cattedrale altro non è che il residuo
del Palazzo imperiale di Federico Il di Svevia ... Ecco la teoria di L.S. Appassionato bibliofilo, archivista e cultore d'arte che cerca di
aprire un varco sui tanti misteri che avvolgono la Chiesa Madre.
Perché la tesi è chiara.
Chiarissima. La Chiesa Madre di Foggia altro non è che una parte del
leggendario Palazzo dei Puer Apuliae. E questo spiegherebbe tanti misteri...
Perché l'interno è
intonacato e l'esterno no? Perché pur essendo romanica non presenta nessuna
delle caratteristiche del periodo? Perché non c'è traccia di arredo liturgico?
E soprattutto perché non si è mai fatta l'analisi della patina dei conci e del
carbonio 14? Il piano "superiore" della Cattedrale presenterebbe
caratteristiche diverse da quello inferiore non perché restaurato a seguito del
terremoto del 1731 ma perché creato ex novo sopra una struttura che non era una
chiesa e la cripta altro non sarebbe che la cappella palatina dell’imperatore.
Quella di L.S.
è argomentazione serrata e puntuta. A cominciare dalle
caratteristiche di stile. Le cattedrali romaniche sono caratterizzate dalla presenza di rosoni che costituiscono una sorta
di esternalizzazione del linguaggio ecclesiastico. La Cattedrale di Foggia non
ha il primo emblema romanico ed è un edificio a unica navata. Tutte le
cattedrali di quel periodo hanno più di una navata perché in quel periodo gli
edifici si sviluppavano in altezza e soprattutto in ampiezza. Ecco tutte le
verità di L.S.
Altro
che Cattedrale, quello è un pezzo del Palazzo Imperiale di Federico II
La
ricostruzione storica (argomentata e puntuta) di L. S.
Signori, questa è una
bomba!
Altro che le polemiche sui
restauri della Chiesa Madre di Foggia... La novità è che quella in questione
non sarebbe nemmeno la Cattedrale bensì l'antico Palazzo Imperiale di Federico
II di Svevia, anzi una parte...
E poi ancora tanti altri
misteri e aporie che oggi forse presentano una chiave di lettura nuova.
Misteri come gli affreschi
sotto l’intonaco delle pareti interne del Duomo. O ancora opere di carattere
non religioso che testimonierebbero che la Chiesa-altro non è che il residuo
del Palazzo ìmperiale di Federico II di Svevia.
Questa è la teoria, ardita
e geniale, di L.S., appassionato bibliofilo, archivista e cultore
d'arte che cerca di aprire un varco sui tanti misteri che avvolgono la Chiesa
Madre.
Perché l'interno è
intonacato e l'esterno no? Perché pur essendo romanica non presenta nessuna
Perché non c’è traccia
di arredo liturgico?
E soprattutto perché non si
è mai fatta l’analisi della patina dei conci e il carbonio 14?
Il piano “superiore”
della Cattedrale presenterebbe caratteristiche diverse da quello inferiore non
perché restaurato a seguito del terremoto del 1731 ma perché creato ex novo
sopra una
INTERNO
1. Navata unica
Le cattedrali romaniche sono
caratterizzate dalla presenza di rosoni che costituiscono "un emblema del
linguaggio architettonico ecclesiastico», come spiega lo studioso. I rosoni
simboleggiano la "ruota della fortuna".
La Cattedrale – argomenta L.S.
- di Foggia non ha il primo emblema romanico ed è un edificio a unica
navata. Tutte le cattedrali romaniche hanno più di una navata perché in quel
periodo gli edifici si sviluppavano in altezza e sopratutto in ampiezza. Le
navate sono un sistema di orditura. Certo esistono le chiese a navata unica, ma
dove mai si è vista una cattedrale di una capitale a navata unica? Non
esistono. Foggia era una delle tre capitali dell'impero svevo e una cattedrale a
unica navata: è impossibile.
2. Pavimento
Il romanico contempla l'uso
di tre tipi di pavimento: cotto, pietra viva e mosaico. Nessuno di questi è
nella Cattedrale. Il cotto è estremamente raro. E’ difficilissimo da trovare.
Se ci fosse stata la pietra viva sicuramente sarebbe stata lasciata al suo posto
fino ad oggi . secondo i miei studi in cattedrale c'era il mosaico ornamentale
con motivi vegetali o animali. Io credo che quella non è la Cattedrale ma il
palazzo di Federico II del quale le cronache storiche elogiano la magnificenza
del pavimento. Il mosaico è stato rimosso perché non gradito e non consono con
l'ambiente religioso.
3. Arredo liturgico
L.S. nella sua disamina
si sofferma su un dettaglio non trascurabile, il fatto che non vi sia arredo
romanico nella Cattedrale.
1l corredo liturgico del XII sec. è privo di edicole votive. Non ci sono altari e nemmeno affreschi.
Sono inspiegabilmente scomparsi dalla storia locale, perché assenti, o
distrutti dalla basilica romanica dell'impero svevo le lastre tombali. Non c'è
nemmeno una tomba. Possibile che non sia morto nessuno? Nella successione
costruttiva della Chiesa romanica è scomparsa la sequenza delle varianti nelle
nelle scansioni storiche ed artistiche gotiche, e, rinascimentali, per approdare
in epoca barocca all'unione dei due" corpi di fabbrica".
Un'operazione di plagio
religioso. Questa carenza pone seri dubbi sia sull'assenza e sia sulla causale
della sparizione dello stesso pavimento nonché sulla colposa cancellazione
della testimonianza nella laica perimetrazione immobiliare, divergente al
duplice scopo, ossia per l'idoneità e l'attestazione architettonica del
contenitore immobiliare propedeutico al conseguimento ed al controllo delle
anime e, per i conseguimento antropologico del "plagio religioso" per
l'attestazione di transito, nell'immobile laico, adibito a edificio di
culto".
L.S. si interroga sulla
mancanza di corredo liturgico di epoca romanica. "E’ mai esistita, è
stata trafugata o trasferita da qualche altra parte? Non si sa”
4-Decorazioni parietali
Secondo L.S. "è
giunto il momento di effettuare saggi con abrasione superficiale
dell'intonaco" attraverso il ripristino interno della sostanza litica della
cattedrale, che è più consona alla "pietra a faccia a vista".
Secondo lo storico, l'interno sarebbe stato intonacato perché nascondeva
affreschi laici di carattere naturale.
"E doveroso il
restyling perché è possibile ritrovare e riportare alla luce l'inspiegabile
dispersione delle tracce di Decorazioni parietali che sono state coperte dalla
sovrastruttura dell'intonaco. Come si spiega che l'interno sia stato intonacato
e l'esterno no? E perché nessuno ha mai voluto eseguire le analisi
stratigrafiche e al carbonio 14? Il fatto è che l'inventario della tipologia
dello schema delle rappsentazioni che sono dissimulate nell’intonaco, sono in
contrasto e in contrapposizione con
il patrimonio della dottrina biblica e cristiana, oltre che, in contestazione al
dettato del culto mariano".

Particolare della Cattedrale.
ESTERNO
5-La Fiancata laterale
A supporto della sua teoria,
l'appassionato ci mostra alcune foto della Cattedrale prima del restauro. Sul
lato meridionale (per intenderci quello che dà sulla piazza) “la sezione
inferiore longitudinale che corre verso il campanile è interrotta e mutila perché ridotta e accorciata”, si
nota infatti un arco tagliato a metà. "Come è possibile? Su nessuna
fiancata si è mai visto un arco a metà".
Se si osserva attentamente
il materiale fotografico si può anche vedere che la base dei campanile ha la
patina brunita, essendo la superficie oscura come la patina del cornicione a
mensola” e che questa patina scura è in contrasto con 1a patina dei filari
conci riposti, successivamente, sopra il cornicione a mensola. Questa è la
testimonianza della manomissione dell'immobile che provoca un diverso assetto
immobiliare." La visibile diversità tra le pietre e i materiali usati
starebbe quindi anche alla base della scelta di restaurare prima l'esterno e poi
l'interno durante gli ultimi interventi in cattedrale.
"La dfferenza era sotto
gli occhi di tutti e hanno ben pensato di gettare terra sul fuoco",
dichiara L.S. Anche la facciata testimonierebbe che si tratta di due
strutture create in momenti diversi. "La pietra pugliese (tufigno leccese)
utilizzata perla parte superiore accresce questo contrasto".
6-La Cripta
"L'attuale cattedrale -
spiega lo studioso a l'Attacco - si sviluppò e sì ampliò a partire dalla
Cripta dove era custodita la Sacra Tavola dell'Icona Vetere per traslarla dopo
la morte di Federico Il nell'attuale spazio sacro. La protoromantica cripta è
costituita da soffitti a crociera su colonne e capitelli normanni, e, presenta,
nell'abside "traccia" dì Gesù Maestro ovvero un chiaro esempio di
immagine sacra affrescata. A questo punto L.S. si chiede: come mai nella
cripta sono presenti gli affreschi e nella Chiesa non c'è proprio nulla di
"religioso"?
A suffragio della sua
teoria, L.S. cita M. D. G. (Il Duomo di Foggia): Il palazzo
imperiale non aveva una Cappella perché Federico Il tenne la Maggiore Chiesa di
Foggia come sua Cappella Palatina onde la decorò col suo stemma, secondo l'uso
del tempo, e sul lato destro, nell'interno del tempio. Fu collocata un'apposita
Tribuna riservata ai sovrani. In tal maniera la chiesa venne riconfermata dì
diritto Patronato Regio".
Il D. G., nella
pubblicazione del suo lavoro sulla Cattedrale di Foggia, aggiunge che, tale
diritto, “il Patronato Regio, dopo la morte dell'imperatore, passò ai
legittimi successori i quali tutti in ogni tempo furono larghi nel conferirle
molti privilegi, oltre a concedere anche alla città molte Prerogative Reali. E
Federico Il checché si pensi e si dica di questo potente monarca, ebbe anche il
suo lato di pietà religiosa, che manifestava senza ostentazioni, frequentando -
il nostro tempio ed esistendo in esso alle sacre funzioni, specialmente, in
occasione delle festività religiose, nonché dopo le vittorie riportate in
guerra e per affari importanti nello stato. In tali occasioni si recava con
grande seguito di cortigiani, degno della sua imperiale magnificenza e umilmente
offriva al Signore l’omaggio della sua devozione e della sua riconoscenza
mentre implorava sul suo popolo fedele le benedizioni del cielo. Celebre è
restata la sua partecipazione alle funzioni della settimana Santa del
1230".
"Nel marzo del detto
anno si recarono dal Papa i Duchi d'Austria, Corinzia e Moravia col Patriarca di
Aquileia e l'Arcivescovo di Salisburgo, i quali poi col Maestro dell'ordine
teutonico e con Lando, arcivescovo di Reggio si recarono dall'imperatore
Federico II, latori del Trattato di Pace del Pontefice Gregorio IX. Essi furono
ricevuti il 7 aprile e restarono a Foggia fino alla Pasqua parteciparono con
l'imperatore alla liturgia pasquale, celebrata con particolare solennità nella
Maggior Chiesa ed officiata dal capitolo della medesima". A livello
architettonico la cripta protorornanica è costituita da soffitti a crociera su
colonne e capitelli normanni e, presenta nell'abside "Traccia di Gesù
Maestro" che è un'immagine sacra affrescata. A differenza della chiesa
dove non sono presenti affreschi.
Dunque la cripta altro non
sarebbe che la Cappella Palatina dell'antico Palazzo Imperiale di Federico II.
7-Patina dei conci
Uno dei punti più forti
della teoria è il fatto che non è mai stata eseguita un'analisi della Patina
Litologica.
"E’ importante
l'analisi della patina dei conci, per accertare lo stato di conservazione, e le
alterazioni superficiali provocate dalle aggressioni ambientali attraverso i
fenomeni chimici e metereologici del gradiente cromatico, oltre all’esame del
potere legante delle malte interposte tra i giunti lapidei". Attraverso
questa analisi si sarebbero potute stabilire con esattezza le differenze
esistenti tra il piano inferiore e quello superiore. A questo punto il fatto che
nessuno si sia mai preoccupato di disporre un "esame" per verificare
scientificamente cosa c'è sotto l'intonaco delle parenti interne della
Cattedrale o di ricostruire la "genesi" esatta della patina sui conci,
rivelerebbe una tendenza a non voler andare fino in fondo. Sulla facciata e
nell'intonaco vi sarebbero le risposte a ogni dubbio. "Non a caso si è
operato prima sull'esterno. Per coprire ogni traccia."
8-Scalinata
"La scalinata della
Cattedrale è un falso storico. La dimostrazione - prosegue L.S. - che non si
tratta di edificio religioso è data dal fatto che la facciata non è elevata su
un podio scalinata, prescritta per ogni Duomo, basilica e Cattedrale dell'epoca".
Questa è la ricostruzione
dettagliata di uno studioso e appassionato di storia locale che da anni cerca di
portare alla luce le verità nascoste o omesse sulla Cattedrale e non solo. A
sue spese, e senza il supporto di Università o centri di ricerca ... Alla
maniera sua. Perché L.S. è un battitore libero e ha imparato
a sue spese il vecchio adagio per aspera ad astra!
Vediamo se qualcuno si sveglia».
© ottobre 2007