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pag. 80 - a c. di R.L.


VEGETA IL CONTADINO

di Rita Bianchi

 

   

Quello che sto per descrivervi rientra nella categoria delle cose che non avreste mai voluto sapere, ma che forse vi sono comparse davanti agli occhi in un innocuo ed innocente viaggio nel web.

Tutti abbiamo una qualche idea di cosa sia Dragonball. Si tratta del più famoso manga di Akira Toriyama, da cui è stato tratto l'ancor più famoso anime, che da quando è stato trasmesso per la prima volta ha raccolto migliaia di fans, e ancora altri ne raccoglie nelle numerose repliche che a tutt'oggi vanno in onda sulle reti nazionali.

Molti sapranno anche di cosa tratta il libro di Eileen Power Vita nel medioevo, anche perché il primo capitolo di questo libro (Bodo il contadino) è abitualmente distribuito nelle scuole come modello per "spiegare" il Medioevo.

Il problema sorge quando a qualcuno nasce la malsana idea di fondere queste due cose in una fanfiction

Per i profani dell'argomento mi permetto di precisare che le fanfiction sono il fenomeno virtuale che più si va diffondendo oggi tra i giovani. Fenomeno nato nei paesi di lingua anglofona, si è da tempo diffuso su tutto il web e qui in Italia i primi esperimenti risalgono a circa otto o nove anni fa, ed oggi sono presenti anche in lingua italiana molti siti e mega-siti dedicati alla raccolta di queste opere letterarie. Le fanfiction altro non sono che racconti scritti, appunto, dai fans delle varie serie manga e anime, di libri, di film e di telefilm con il solo scopo di divertire chi li scrive e chi li legge. Il fenomeno è talmente diffuso che alcuni autori, per preservare le loro creazioni dagli interventi troppo spesso invadenti dei fan, hanno posto il veto sulla creazioni di tali storie; tra questi si trovano la scrittice Anne Rice, i detentori dei dirittti della serie X-files, e, fino a poco tempo fa, quelli di Star Trek.



Tornando al nostro monstrum, l’opera che vi segnalo si trova su ###### e viene dalla candida tastiera di Giuli. Ma scendiamo nei dettagli:

La scena iniziale della storia si svolge tra Vegeta e sua moglie Bulma. Ora, Vegeta è il principe dei guerrieri saiyan, una razza aliena con la smodata passione per la guerra e la violenza in generale. Nella saga originale Vegeta tenta più volte di uccidere Goku, suo ultimo simile, e non gli ha mai del tutto perdonato il fatto di essere un guerriero più forte di lui. Covare risentimento contro Goku possiamo dire che sia una sua seconda natura. Durante la saga il suo personaggio ha una evoluzione, si sposa con una terrestre, Bulma, ha con lei dei figli, impara suo malgrado a collaborare con Goku e gli altri guerrieri e si batte in difesa del pianeta Terra, divenuto ormai sua seconda casa. Questo però non elimina mai il suo orgoglio saiyan. Di conseguenza sarebbe possibile vedere qualunque personaggio di Dragonball nei panni di un contadino medievale; chiunque tranne lui.

E l’espressivo e accattivante dialogo iniziale, infatti, ci mostra un personaggio che tutto è tranne che il principe dei saiyan. Come può Vegeta opporsi alle richieste della moglie di alzarsi e andare a lavorare con un semplice e laconico «Fa freddo!»?
E qualcuno dovrebbe anche spiegarmi perché nella mente dell’autrice il linguaggio medievale è simile a quello degli scaricatori di porto ubriachi, con tutto rispetto per gli scaricatori di porto.

La logica della seguente frase mi sfugge del tutto, dato che si afferma che Bulma, dopo aver convinto il marito ad andare a lavoro, si mette a tessere, il tutto mentre Vegeta e il figlio staranno guidando l’aratro “al freddo e al gelo” e saranno arrivati alle terre dell’abate. Praticamente stanno arando la strada? Altrimenti non avrebbe senso dire che staranno già a lavoro con l’aratro e stararanno per arrivare dall’abate.

Ma sorvoliamo. In fondo nel Medioevo non avevano regole grammaticali rigide come le nostre, no?

Il discorso che segue tra Vegeta e Trunks supera i limiti dell’umana comprensione. Il ragazzino sta spronando i buoi con un pungolo, e l’autrice afferma che è senza voce per il gran urlare. Perché, usare un pungolo implica obbligatoriamente il gridare? Oppure è il pungolo medievale ad implicare lo sforzo delle corde vocali? Misteri della fede...

Comunque Trunks riferisce al volenteroso genitore che non riesce a parlare bene. E il padre gli risponde che è allenamento! Che gli farà bene! Deve abituarsi, perché da grande dovrà fare ciò che fa ora lui. E poi, avrebbe davvero voluto rimanere a casa con una giornata del genere?
E Trunks, da bravo ragazzino campagnolo del IX secolo, cosa fa? Afferma che con una temperatura di 15° sotto zero non era il caso di scherzare.

15° sotto zero.

E dire che nei corsi di Storia medievale non dicono che i termometri si trovavano sotto ogni albero della campagna. Bisognerà scrivere agli autori dei manuali e informarli di questa grave svista...

Dopo essere stati edotti che nel Medioevo le secrezioni dei buoi sui piedi portano fortuna, entra in scena l'antiprotagonista: Goku, il saiyan più forte dell'universo e unico vero avversario che Vegeta abbia mai riconosciuto. Dato che siamo nel Medioevo, Vegeta ricorda al figlio che deve emanare odio dagli occhi verso il nuovo venuto, e Giuli ci stuzzica il palato con un fine arcaismo ormai dimenticato da noi moderni: inficcato, voce del verbo inficcare, diffusissimo nell'epoca di mezzo.

Vegeta chiede al nuovo venuto come mai sia senza il suo bue, dato che dovevano lavorare insieme le terre dei monaci, ma Goku lo sorprende riferendogli che era stato promosso vassallo. Testuali parole:
«Vegeta, non ci crederai mai, ma sono stato promosso vassallo! Tutto questo lavorare per tutti questi anni è servito a qualcosa! Finalmente ora dispongo di una adeguata somma di denaro per permettermi questa nuova vita! L’unica cosa che mi ha fatto un po’ schifo è stato baciare il mio signore, ma che ci vuoi fare, qualche sacrificio lo devi pur fare nella vita! Non sei contento per me?».

Devo commentare? Devo davvero commentare? Credo di no... Anche perché la parte migliore deve ancora arrivare; infatti subito dopo Goku dichiara, sempre allegro e gioviale:
«Ma in verità io sono diventato vassallo solo per un motivo in particolare. Sai, Goten ha avuto contatti con la peste…».
Detta quella frase, la nebbia rivelò il volto di Goten, rosso, pieno di bolle e in alcuni punti persino viola. 

Quindi il vassallaggio era una forma di medicinale per la peste? Faccio qui calare un velo di pietoso silenzio.

Sorvolo con agilità su altre amene scene di vita campagnola per presentarvi l'immagine che l'autrice ha intenzione di lasciarci sul Medioevo: ah, la semplicità contadina! Nel mondo medievale (?) tutto era così: semplice e senza tanti scrupoli. Ci si lavava una volta al mese se tutto andava bene, si facevano i bisogni naturali direttamente dalla finestra, topi e pantegane erano come i cani delle nostre case di oggi e si faceva a gara a chi avesse più pidocchi fra la gente comune. 

E come posso io, umile ragazza di queste moderne città, dissentire da questa alta ricostruzione storica, piena di dati documentari e verità scientificamente accertate?

Questa è la vita medievale, in cui tutto era preso così, alla buona. Composta da gente che non veniva pagata con denaro, ma con galline o vestiti. E, per qualche verso, anche migliore della nostra. 

La storia ovviamente prosegue con i piani di Vegeta per far sì che il signore scacci dalle sue dipendenze Goku, il tutto contorniato dal vernacolo dei più volgari baristi di Caracas, sempre con tutto il rispetto per la categoria; ma sono sicura che dopo una tale strabiliante rivelazione saremo tutti troppo impegnati a rivedere la nostra visione della storia per seguire le vicende del contadino Vegeta e dei suoi baldi amici.

  

             

© settembre 2007

   


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