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pag. 62 - a c. di R.L.


GATTI CORAZZATI E TOPI BALESTRIERI

di Ruggero Gormelli

pagina 2

 

Ci viene in aiuto il sito austriaco, che ringraziamo, http://www.50plus.at, che testualmente recita:

Kunsthistorisches Kuriosum in der Johanneskapelle: die Darstellung aus der Legende des "Mäuse- und Katzenkrieges" – ein Motiv, das stark aus der Reihe schlägt, wenn man bedenkt, dass in Gotteshäusern sonst fast ausschliesslich Darstellungen zu finden sind, deren Hintergrund die Bibel, Religions- und Kirchengeschichte, Heilige bzw. Heiligenlegenden sind.  
   
Traduzione: “Una curiosità storico-artistica nella Johanneskapelle : L’illustrazione della leggenda della « Guerra fra Gatti e Topi ». Un motivo che si distacca fortemente dalla tradizione, se si pensa che, nelle Case del Signore, si trovano quasi esclusivamente delle illustrazioni, che trovano il loro fondamento nelle storie di Chiesa, di religione e della Bibbia, rispettivamente nelle leggende del Santo o dei Santi.”

Assolutamente corretto il commento, ma questo ancora non ci fa capire la ragione di una scelta tanto diversa, per non dire „rivoluzionaria“ ... e poi a quell’epoca ! (Infatti, questo affresco risale agli anni 1160-1165)….

Ma vediamo alcuni dettagli di questo affresco, con l’aiuto del sito – che ringraziamo – http://www.burgenseite.com/faschen/ritter_txt.htm

Nel fare ciò, ci serviremo anche delle descrizioni contenute nel sito suddetto, che riporteremo integralmente in lingua tedesca, limitandoci a fornirne la relativa traduzione in lingua italiana.

Dopodichè cercheremo di capire da dove provenga lo spunto per questo, invero, “strano” affresco di chiesa e quali siano state le motivazioni che hanno spinto l’artista a proporlo.

… E senza dimenticare che – queste motivazioni – dovettero essere ben forti e sostanziali per convincere a quell’epoca, chi di dovere, a dare la sua approvazione, affinchè l’affresco fosse poi infatti così realizzato …

In quei secoli, infatti, non dobbiamo mai dimenticare che i “libri” – così come li conosciamo noi – praticamente non esistevano … erano rarissimi, manoscritti, in pochissime copie, patrimonio dei monasteri che li copiavano (frati amanuensi) e di quei pochissimi, ma ricchissimi, che se li potevano permettere …

Quanto poi a saperli leggere … beh, anche questo era un enorme problema …!

A questo servivano le pitture nelle chiese: a “raccontare” al popolo la religione. Già da questo si può intuire che tipo di “bomba rivoluzionaria” dovette essere a suo tempo la proposta e l’approvazione di un soggetto come questo …

Ma qui nasce la domanda sostanziale : Che cosa doveva “raccontare di religioso”, di così importante, questo affresco tale da essere approvato, nonostante il tema così “secolare” ??

Bella domanda, ancora senza risposta !  Ma prima vediamo i dettagli dell’affresco...

   

   

     

© Ruggero Gormelli, dicembre 2005

   


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