|
Sei in: Mondi medievali ® Monstra |
|
pag. 45 - a c. di R.L. |
IL VESTITO NUOVO DEL RE...
ovvero il mantello antico che non c'è
(a cura di Astrid)
La pubblicità di una mostra a Palermo recitava:
Nobiles
Officinae Perle, filigrane e trame di seta dal
Palazzo Reale di Palermo
«L'esposizione,
realizzata in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, comprende 190 manufatti realizzati dagli artigiani dei reali
opifici di Palermo e di altre fabbriche nei secoli XII e XIII (tessuti,
oreficerie, avori, cristalli di rocca - oggi custoditi nei più prestigiosi
musei del mondo) tra i quali la fodera del manto di Ruggero II, mai uscita
finora dai depositi del museo viennese.
Dopo Palermo, la mostra farà tappa a Vienna».
Ottima
occasione per tornare a vedere la “mia” adorata Palermo. Anche perché
andare a Vienna mi viene un po’ più difficile. Mi informo da amici del posto:
non saranno gli stessi oggetti (belli veramente) esposti nel Duomo di Palermo?
Non lo sanno, ma se
si tiene a Palazzo dei Normanni deve trattarsi
di una raccolta davvero prestigiosa.
E, allora, si parte!
Sabato mattina, lascio smaltire la fila che c’è per la mostra andando prima a dare un saluto in Duomo a Federicuccio, e poi, si era fatto già un po’ tardi, entriamo a vedere quelle meravigliose meraviglie.

Ndr: per la fretta sbaglio ed entro seguendo il percorso al contrario (e ti pareva!) rispetto a quello suggerito. Sulla parete vengono proiettate immagini di alcuni elementi del corredo da cerimonia - guanti, babbucce e gambali ricamati con perline, pietre preziose, fili d’oro - e della veste di Guglielmo II. Ci sono anche dei disegni e li guardo tutti attentamente per poter poi meglio apprezzare quegli oggetti che finalmente vedrò dal vivo. Sulla parete a lato un grande cartellone con l’immagine del mantello di Ruggero II. Leggo anche qua la descrizione e... Puf! Il mio entusiasmo cala di colpo: c’è scritto che il mantello non c’è.
L’elemento «intorno a cui ruotava
la mostra» è assente. Per la verità avevano annunciato la presenza della
fodera. Perché sottolineare l’assenza del manto? Giocano con le parole?
Manto, fodera del manto. Ma non ci sono neanche la veste di lino di Guglielmo II,
né i gambali, né i guanti, ecc. La spada da cerimonia di Federico II c’è.
C’è anche il copricapo di stile bizantino che Federico donò alla moglie
Costanza; ma quello era già esposto al Duomo di Palermo (ma io lo ricordavo un
po’ diverso). Della fodera del manto di Ruggero qualche frammento (brandello)
originale. Pochi gli oggetti di altro genere di fattura locale.
Mi
chiedo se, alla mostra che si terrà a Vienna, noi, invece, li manderemo tutti i
nostri pezzi.
Ma
l’iniziativa non aveva l’intento di esibire le opere degli opifici,
soprattutto quelli tessili, di Palazzo Reale a Palermo? Non a caso sulla
brochure che illustra il tema della mostra è riportata, come introduzione,
l’epistola di Ugo Falcando Ad Petrum thesaurarium (tradotta da Salvatore
Tramontana):
«Né conviene passare sotto silenzio quelle Nobiles Officinae,
annesse
al Palazzo di Palermo,
dove
i bozzoli di seta vengono filati in trame diverse per colori
e
rese alternativamente adatte a varie maniere di tessitura e si adattano
l’un l’altro a vari generi di tessuti».
Nella
pagina successiva della brochure è scritto:
«Tra
tutte le opere spicca la presenza della fodera del manto di Ruggero… Attorno
alla fodera possiamo vedere frammenti di tessuto diversi, provenienti dalle sedi
più disparate…».
Nell’ultima pagina si legge: «Il protagonista assente. Il manto di Ruggero II». E insistono…!
![]()
Per
la delusione non ho molto apprezzato neanche gli altri pezzi esposti. Ma forse non
sono all’altezza di capirne tutto il pregio. Non è la prima mostra che
visito, però.
Ma
più di tutto non ho capito se il mantello (con gli altri accessori) sarebbe stato
da considerare come pezzo forte se
ci fosse stato, o è da celebrare perché era assente?
E siamo usciti con quell’aria leggermente perplessa, tipica di chi ha il dubbio di non aver capito molto, ma non vuol darlo a vedere.
Certe
volte ci comportiamo come i dignitari ed il popolo della favola de Il vestito
nuovo dell’Imperatore: dicevano che il vestito lo vedevano e che era
bello per non passar da stupidi.
Più
in tema di così!
In questo caso, però, pare che dobbiamo dire che è bello proprio perché non lo abbiamo visto!
© maggio 2004