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           MEDIOEVO FILATELICO

    a cura di Ruggero Gormelli


DANTE ALIGHIERI

(Vaticano)

pag. 9

   

Anche le Poste Vaticane nel 1965, in occasione del 7° Centenario della nascita di Dante, avvenuta come detto nel 1265, decisero di commemorare l’evento mediante i francobolli. Anche nel caso della Città del Vaticano l’emissione comprendeva una serie di quattro francobolli. L’impostazione di metodo dell’emissione, inoltre, non si discostò da quelle prescelte da Italia e San Marino; la serie si impernia quindi in un francobollo con l’effigie del poeta e di tre francobolli con episodi della Divina Commedia. Tuttavia le Autorità Postali Vaticane operarono una scelta artistica dei bozzetti dei francobolli della serie che si può definire senz’altro meritoria.

Di cosa fecero le Poste Vaticane parleremo diffusamente nell’analisi dei singoli francobolli. 

Come anche nel caso della serie sammarinese, il primo francobollo della serie rappresenta il ritratto di Dante. La descrizione ufficiale del francobollo recita: “Effigie di Dante dall’affresco della Disputa del Sacramento nelle Stanze di Raffaello in Vaticano“, tuttavia … c’è un “ma” … vediamo di cosa si tratta …

Cat. Bolaffi no. 410; Cat. Yvert & Tellier no. 428. Dentellatura 13 ½ x 14. Filigrana: chiavi decussate. Bozzettista : C. Dabrowska.

     

 

   

Come si può notare, nel particolare dell’affresco de “La Disputa del Sacramento” la figura di Dante non è isolata, come nel francobollo, bensì appare circondata da altri personaggi; sono riconoscibili infatti la chioma di un personaggio alla destra del viso di Dante e quello che appare essere un particolare di una figura umana di un altro personaggio alla sinistra di Dante. 

Quindi il bozzettista del francobollo ha “estrapolato” la figura di Dante dal contesto, invece popolato, dell’affresco di Raffaello. Nel fare ciò, bisogna dire che il bozzettista ha riprodotto molto bene e fedelmente l’effigie di Dante, potendo inoltre eliminare le preoccupanti crepe dell’affresco originale che attraversano, purtroppo deturpandolo, il volto di Dante Alighieri. 

Il bozzettista Dabrowska ha quindi “integrato” nel francobollo l’effigie di Dante, completando l’immagine con le volute morbide e del tutto realistiche del retro della tunica del poeta, intuendo molto bene quale sviluppo avrebbe avuto la veste di Dante, secondo gli intendimenti dell’artista, se Raffaello nel suo meraviglioso dipinto lo avesse ritratto a figura completa, disgiunta dagli altri personaggi. 

Anche lo stile e la tinta dello sfondo del bozzetto del francobollo rispecchiano molto bene quelle dell’affresco raffaelliano originale. Così come anche il fatto che, laddove lo sfondo al centro del particolare dell’affresco dimostra un colore bianco, nel francobollo si sia introdotta una sfumatura intonata ma di colore più chiaro che, eliminata, sì – e giustamente –, la crepa, lascia comunque correttamente intuire come, nell’originale, non ci sia uniformità cromatica nello sfondo.

Insomma, un gran bel francobollo, vero ?!

Certamente sì, ma rimane un interrogativo: ma, allora, com’è l’immagine originale dell’affresco??

Vediamolo, dunque …

     

  

     

  

©2005 Ruggero Gormelli

  


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