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a cura di Michele Tessadri

le immagini:  pag. 1   scheda    cenni storici


Vedute dei resti del castello

 

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Montagna: Castelfeder  Montagna: Castelfeder


Epoca: VI secolo.

Conservazione: stato di ruderi.

Come arrivarci

    

Cenni storici.

Castelfeder ha rappresentato per millenni un importante centro delle attività umane nella Bassa Atesina. Il fertile triangolo antropizzato fra Montagna, Ora ed Egna ha visto alternarsi nel tempo popolazioni dell’età della pietra e del bronzo, Reti, Romani, Retoromani, Ostrogoti, Longobardi, Franchi, Baiuvari e nobili dinastie medievali, che nei periodi più incerti, si ritiravano sulle alture strategiche.

Il liscio pietrone roccioso accanto alle mura di cinta ha rappresentato probabilmente un luogo di culto della fertilità, sul quale le donne pagane si lasciavano scivolare a pancia in giù.

Inoltre è ancora visibile la vasca, scavata nella dura roccia porfirica, che probabilmente servì come tomba o a scopi di culto.

Nella "Großen Gral" delimitata da un muro di cinta sul lato meridionale di Castelfeder sono stati rinvenuti i resti di ben 160 case retiche.

Dopo la caduta dell´Impero Romano d`Occidente, poco dopo l´anno 500, l’impero di Bisanzio fece fortificare nuovamente Castelfeder per farne un bastione contro i popoli germanici. In questa "acropoli" potevano trovare rifugio centinaia di persone insieme al loro bestiame e alle provviste. Le "Kuchelen", ultimi resti delle mura di cinta lunghe 500 m, riprendono le caratteristiche delle mura di Costantinopoli.

All´inizio del II millennio il maniero romanico divenne centro politico dei potenti conti Enn. I quali vi risedettero fino alla costruzione del Castello d’Enn "Schloß Enn". Proprio dai conti Enn prese il nome Castelfeder, dal latino "castrum vetus enne", ossia il vecchio castello dei conti Enn.

Fino all’alto Medioevo il tracciato della via imperiale, Via Claudia Augusta, passava sulla sella ad est di Castelfeder.

Tra i cimeli ritrovati a Castelfeder vi sono la tegola romana con il marchio della fornace AURESIS di Ora, orecchini e stili germanici risalenti al Primo Medioevo.

     

    

©2004 Michele Tessadri

      


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