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CASTELBADIA DI SAN LORENZO DI SEBATO, castel BADIA

a cura di Stefano Favero

scheda    cenni storici


In alto, una panoramica dal basso di Castel Badia. In basso, veduta del castello quando vi si giunge.

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Epoca: X secolo.

Posizione geografica: in Val Pusteria, vicinissimo a Brunico/Bruneck. Sulla SS 49 da Bressanone/Brixen a Dobbiaco/Teblach si trova il borgo di San Lorenzo di Sebato, e nella frazione di Castelbadia v’è il castello omonimo.

Conservazione: adibito ad albergo, lo stato di conservazione non può che essere buono. Previo recupero avvenuto negli anni Settanta del secolo scorso.

Come arrivare: sull’A22 del Brennero si esce a Bressanone (Brixen) e si percorre la SS49 per Brunico-Dobbiaco. Dopo il bivio con la SS244 per Corvara si imbatte nel borgo di San Lorenzo di Sebato, dove si trova Castel Badia nell’omonima frazione.

Come visitarlo: albergando nell’hotel che ne porta il nome, oppure ammirandolo dall’esterno.

    

Cenni storici.

Fatto costruire dai Conti di Ortwin, Castel Badia fu ad un tempo sede amministrativa e giurisdizionale della Val Pusteria e della Valle di Lurn, oggi ricadente nel territorio del land austriaco della Carinzia. Non è chiaro se il suo nome in tedesco, “Sonnenburg”, derivi da “Sonne” (sole) o da “Siona” che in tedesco antico significa “giudizio”.

Intorno al 1020 Volkhold Von Ortwin trasformò il maniero in un monastero per essere donato alle suore benedettine. Di quel periodo sono ancora presenti alcune tracce di una cappella. La badessa, Verana di Staben, ebbe duri scontri con il vescovo di Bressanone, Nicola Cusano, il quale finì per deporla dall'incarico. Le consorelle assoldarono allora un esercito, che però venne distrutto. Il monastero finì dunque coll’essere saccheggiato e molti dei suoi occupanti morirono.

La badia fu poi semidistrutta da un incendio nel 1598. Successivamente fu trasformata nella forma attualmente visibile. Verso la fine del diciottesimo secolo il monastero venne soppresso e lasciato andare in rovina. Soltanto negli anni settanta è stato recuperato. Oggi è adibito ad albergo.

     

    

©2009 Stefano Favero

      


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