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APRICENA, RESTI DI CASTELPAGANO

a cura di Felice Clima

scheda    cenni storici     video


Veduta della rocca.

La rocca prima del recente restauro.

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Apricena in Capitanata  Castelpagano

 

Castelpagano, detto anche Castelsaraceno  Castelpagano  Castelpagano  Pianta della rocca. A: il mastio; B: torre circolare di nord-ovest; C: torre circolare di sud-est; D: cortile interno.

 

La rocca prima del restauro  La rocca dopo il restauro  La cinta muraria a est: in evidenza lo sperone con cisterna interna  La rocca dopo il restauro  La torre cilindrica a sud-est dopo il restauro  Castelpagano nella Locazione di Rignano dell'Atlante delle Locazioni (della Dogana della Mena delle Pecore) del 1686


Epoca: IX secolo.

Conservazione: il castello è stato interessato da lavori di restauro conservativo (1994-1999).

Come arrivarci: in auto raggiungere da Apricena Castelpagano, che ne dista circa 6 miglia ed è posto a 540 metri di altezza, non è agevole. Come punto di riferimento può essere individuata lo scalo ferroviario di San Marco in Lamis (a pochi chilometri dal castello).


        


Castrum Paganum e la Domus Precina

(Castel Pagano)1

di Felice Clima

  

Storicamente legato alla Domus Precina è l'antico insediamento - con il Borgo e la Rocca - di Castelsaraceno, più conosciuto con il nome di Castelpagano.

è posto quasi sul crinale (ad un'altezza di 540 mt. a sud-ovest del promontorio del Gargano, quasi sulla sommità di Monte Castello) ad una distanza - in linea d'aria - di poco più di sei miglia da Apricena quale vigile scolta dell'interno del Promontorio, ma soprattutto a guardia della sottostante via di acceso al Gargano mistico (la cosiddetta Via Sacra Langobardorum proveniente da Benevento per San Severo ed ivi confluente con l'altra proveniente dalla litoranea adriatica per Teanum e La Procina, la cosiddetta Via Francesca).

La sua origine storica (seconda metà del IX secolo) appare addirittura antecedente a quella de La Procina, anche se non è da escludere qualche insediamento urbano per entrambi i siti, fino dall'epoca romana2 (non tanto per il Castrum, ma soprattutto per la Domus).

L'asperità dei monti circostanti ha rappresentato una difesa naturale, rendendo la rocca imprendibile. Si accedeva infatti solamente attraverso impervie mulattiere: le prime da La Procina risalivano dalla valle di Santa Lucia ed altra aggirante il passo dell'Ingarano, e proseguendo in quota per crinali arrivavano alle spalle del Castrum3; le altre, dipartendosi dalla Valle di Stignano, risalendo una il cosiddetto Vallone del Castello, ed una seconda quello di Santo Stefano; un'altra ancora staccantesi al km 12 dal tracciato San Marco-Sannicandro arrivavano al Castello dall'alto e dall'interno4.

La struttura del castello presenta un mastio trapezoidale (ben visibile dalla pianura sottostante) con una torre circolare contrapposta ed un'altra più piccola laterale; il borgo si estende a ridosso verso sud-est su una superficie piuttosto ampia5.

Troviamo traccia documentale di Castelpagano nel 1095 in una controversia sui confini ed usi civici tra l'abbazia di San Giovanni in Lama e gli «homines castri pagani», e quindi successivamente nel periodo normanno (1105) con l'assegnazione di Vieste e Castelpagano dal duca Ruggero Borsa a tal Capitano Ferualdo, ed ancora (1137) con Lotario di Supplimburgo III re di Germania e Italia che occupò Rignano e Castelpagano (con centinaia se non migliaia di morti) nella guerra contro i Normanni6.

La fama di Castelpagano è legata peraltro al periodo svevo, allorché l'imperatore Federico II contribuì al suo ripopolamento con l'immissione di Saraceni (1223) provenienti dalla Sicilia, utilizzando al meglio l'organizzazione sociale e produttiva degli stessi e l'ubicazione strategica della rocca.

Si susseguirono in appresso lunghissimi periodi di oblio, attraverso i passaggi di vari feudatari dai Pappacoda ai Brancia, dai Mormile ai Cattaneo, in cui costituì un feudo ambito e vastissimo (382 carra - ridotti nel secolo XVIII a 263 carra - pari a 5260 versure) che si estendeva dal monte (ben oltre Sannicandro Garganico e San Marco in Lamis, addirittura sino a Cagnano Varano) al piano di Procina.

I privilegi concessi dall'imperatore Federico II all'Università di Procina con la concessione degli usi civici sul feudo di Castelpagano7 già fonte di liti secolari con le Università circostanti e con i relativi feudatari, sono rimasti a favore della stessa sino ai giorni nostri.

E tuttora il Comune di Apricena comprende nel suo territorio gran parte di quello che fu il feudo di Castelpagano (compreso borgo e rocca). Ed oggi con l'estensione naturale del Parco Nazionale del Gargano è entrato, a buon titolo, a farne parte.

   


NOTE

1  Cfr. D. Leistikow, Castelli e Palazzi di Capitanata nel XIII secolo, Amministrazione Provinciale di Foggia, Foggia 1989; E. Sthamer, Castrum Paganum de Capitanata, O. C. Vedi anche, nel mio libro Apricena ...percorsi, Tipografia Litostampa, Foggia 1998, i vari capitoli su Castelpagano, oltre che sugli usi civici ed altro.

2  V. anche G. Di Perna, L. Iaculano, M. Violano, Castelpagano, Archeoclub d'Italia Sezione di Apricena, Apricena 2001: un libro piuttosto articolato che avrebbe potuto essere una ghiotta occasione per meglio approfondire le tematiche storiche connesse alla annose controversie anche sul "feudo" di Castelpagano (N.B.: dal volume sono tratte alcune delle foto che illustrano questa pagina).

3  V. appresso: Collegamenti della Domus Procina e la Castelpagano.

4  V. in  Apricena ...percorsi cit. la terza frazione dell'itinerario n. 6; v. anche n. Pitta "Apricena" (III ed. B.P.A. 1984); e H. Haseloff, Architettura sveva nell'Italia meridionale, Mario Adda editore, Bari 1992.

5  V. meglio la relazione di M. Violano nell'opera innanzi citata ed anche su chiese e cisterne e sul borgo in genere.

6  L. A. Muratori, Annali d'Italia, vol IV, Venezia 1845.

7  Vedi la pergamena n. 9 del Comune di Apricena data in Napoli il 12/07/1368 da Carlo II che riconferma il privilegio concesso da Federico II di Svevia nel 1230 all'Università di Apricena.

   

  

©2002 Felice Clima. I video non sono stati realizzati dall'autore della scheda. La prima immagine, inserita nel 2017, tratta dal sito www.icastelli.it

   


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