Sei in: Mondi medievali ® Castelli italiani ® Puglia ® Provincia di Bari

testi e foto a cura di Luigi Bressan

pag. 1

le immagini:  pag. 1    scheda    cenni storici


Il castello Caracciolo

La facciata anteriore del castello

  clicca sulle immagini in basso per ingrandirle

Sammichele di Bari  Sammichele di Bari

 

    Facciata anteriore: in evidenza le torri merlate e le tre bifore  Particolare della facciata anteriore  Particolare della parte superiore della facciata con tre bifore  Particolare della parte superiore della facciata con bifora centrale

 

Vano d'accesso  Vano d'accesso durante recenti lavori di restauro  Facciata anteriore  Facciata anteriore, parte superiore

 

Lato destro, parte superiore; in primo piano una torre merlata  Particolare del lato sinistro e dei merli di due torri

 

Lato posteriore  Lato posteriore  Particolare della parte posteriore

 

    Iscrizione del 1675 con il nome del signore Antonio de Ponte

Il testo dell'iscrizione: «DOMINO OPTIMO MAXIMO / ARCEM HA(N)C VETUSTATE PENECOLLAPSA(M) INSTAU / RATIONE PRIUS DEINDE ORNAMENTIS DEMUM PROPY / LAEO HOC DECORAVIT DOMINUS ANTONIUS DE PONTE RE / GIUS CONSILIARIUS BARO CASAMASSIMAE ET SAN / CTI MICHAELIS ANNO DOMINI MDCLXXV»

 

  La torre dell'orologio all'ingresso del borgo antico  Torre dell'orologio  Oggetti conservati nel Museo etnologico della civiltà contadina ospitato nel castello  Una sella conservata nel Museo


Epoca: XV-XVI sec.

Conservazione: il castello è tuttora sottoposto a restauri.

Come arrivarci: percorrendo l'autostrada A14 (uscita Acquaviva delle Fonti), o la strada statale 100 Bari-Taranto; Sammichele è a 28 Km. a S-E del capoluogo pugliese.

    

Cenni storici.

Già conosciuto agli inizi del Cinquecento, tra il XVI ed il XVIII secolo il castello fu al centro di numerose vicende e proprietà di diversi signori: il banchiere genovese Heronimo Centurione; dal 1606 l'ebreo portoghese Michele Vaaz, che chiamò il paese San Michele; dal 1675 dal barone Antonio De Ponte. Nel 1797 passò ai duchi Caracciolo che nella seconda metà dell'Ottocento ne affidarono il restauro all'architetto Amenduni, e successivamente lo cedettero al Comune, che negli anni scorsi lo ha destinato a sede del Museo etnologico della civiltà contadina.

La struttura ha impianto quadrato e torri sporgenti, a base scoscesa e caratterizzate da merli e strette aperture verticali.

    

   

©2002 Luigi Bressan

    


  su Puglia provincia di Bari

Home