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SALA BAGANZA, ROCCA

a cura di Elisa Delgrosso

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In alto: la rocca.

In alto: entrata principale della rocca che conduce alla residenza nobile e al cortile interno.
In basso: facciata della rocca vista dalla piazza antistante. Corrisponde all'unico lato non abbattuto nei primi anni dell'800.

 

Sopra: particolare. Parte affrescata della residenza nobiliare settecentesca. A sinistra: particolare. Una delle colonne del corridoio del primo piano nobiliare, che prima del rifacimento ottocentesco si affacciava direttamente sul cortile.

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Epoca: La storia della rocca inizia nel 995, ma diventa davvero rilevante solo con la famiglia Sanvitale, quindi dal XV secolo in poi.

Ubicazione: Comune di Sala Baganza, a 14 km da Parma.

Stato di conservazione: Sommariamente buono. Della parte originaria non resta nulla, ma resta comunque interessante la parte interna settecentesca.

Come arrivarci: Dall'autostrada A1 uscita Parma ovest, proseguendo per la via Emilia, passare il ponte sul fiume Taro e dirigersi verso Sala Baganza. Dalla A15 Parma-La Spezia, invece, uscire al casello di Fornovo e proseguire verso Collecchio/Sala Baganza.

     

Cenni storici

Una sorte strana quella di questo castello, rimasto a lungo in penombra anche per gli esperti locali.

Si tratta di una costruzione, un tempo molto imponente, a torri angolari quadrate, con dongione centrale. Eretto su un colle in riva destra del fiume Baganza, fu parte importante del dominio Sanvitale, insieme al castello di Fontanellato.

Con la "Gran Giustizia" di Ranuccio Farnese del 1612, finisce la dominazione Sanvitale e così si chiude anche la fase più importante della rocca.

Il feudo passa ai Farnese, e si arricchisce di un piano nobile con stupendi cicli di affreschi (per lo più ad argomento mitico). Da ricordare sicuramente quelli dell'autore fiorentino Sebastiano Galeotti (1676-1741), pittore-modello per il nascente rococò.

Il trasferimento della residenza Farnese a Colorno coincide con l'inizio del declino per la rocca, che raggiunge il suo culmine con l'opera distruttiva di Michele Varron, tenente che nel 1804 ebbe in dono l'intera struttura da Napoleone.

In questo periodo vengono abbattute alcune ali del castello, che acquista poi la fisionomia attuale e rimane privato fino al 1987, quando il Comune si appropria dell'ala nord, la parte cinquecentesca, intraprendendo un'opera di restauro da poco conclusa.

    

Come visitarlo

Il castello è visitabile in tutta la sua parte nobile, più quella settecentesca ancora privata, con visite guidate della durata di circa 1 ora.

    

   

©2003 Elisa Delgrosso. La prima immagine riquadrata, inserita nel 2017, tratta dal sito http://turismo.comune.parma.it. Il video non è stato realizzato dall'autore della scheda.

    


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