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a cura di Sergio Ialacci, immagini di Marco Pomponio

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Immagini della rocca.

 

 

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Calascio  Calascio  Calascio


 

 

 


Epoca: bassomedievale, con tipologia costruttiva databile XI-XIV secolo.

Conservazione: restaurato, è meta di escursioni turistiche.

Come arrivarci

    

Cenni storici.

Non esiste in tutto l’Appennino centrale un castello più caratteristico e più alto di quello di Rocca Calascio; le fondamenta di questo fortilizio infatti nascono a 1460 metri di quota in un luogo molto isolato ma di grande importanza strategica. 

Da questa altezza infatti la rocca si ergeva a faro principale per la comunicazione visiva con tutte le altre torri d’avvistamento isolate ed è dunque facile dedurre la grande importanza che questa costruzione ha rappresentato negli anni più antichi. 

Una testimonianza architettonica dell’uso originario del sito proviene dall’età della torre centrale a pianta quadra, che a nostro avviso risulta ricalcare la tipologia costruttiva in uso dall’XI secolo fino al XIV; sicuramente la costruzione originaria era rappresentata solo dalla torre centrale alla quale si accedeva da un ingresso soprelevato attraverso un’appropriata scala retrattile. 

Le torri perimetrali quindi, appartengono ad un periodo successivo; è intorno ai secoli XV-XVI che la morfologia dei fortilizi incomincia ad assumere forme cilindriche. 

Una prova che conferma questa datazione proviene dal fatto che le feritoie presenti nelle mura, arciere (fessure strette ed alte) ed archibugiere (fessure tonde ed aperte verso la parte superiore) sono risalenti al XV secolo; due sono gli ambienti principali di queste torri, rispettivamente suggerite dalla stessa geometria, che prevedono un’area interna inferiore di sezione tronco-conica con volta a dividere la zona superiore, cilindrica, suddivisa ulteriormente da solai lignei. 

Alla funzione primitiva di avvistamento e comunicazione si aggiunse quindi, in un periodo successivo, quella residenziale e difensiva, non bisogna infatti dimenticare i suggestivi, anche se ormai ruderi, muri del borgo fortificato posto nelle immediate vicinanze del castello di Calascio. 

Oggi è meta di numerose escursioni turistiche; tuttavia, era stato dimenticato per anni, anche a causa dello spopolamento che ha caratterizzato per molto tempo l’area. Un provvidenziale restauro ha impedito che una delle testimonianze architettoniche più importanti dell’Italia centrale scomparisse per sempre. 

   
   

 
    
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Sergio Ialacci e Marco Pomponio. I video non sono stati realizzati dagli autori della scheda.

    


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